
di CATERINA MURACA
Nella prestigiosa Sala Concerti del Comune di Catanzaro si è svolta la cerimonia ufficiale di premiazione di Alessandro Porcini, eccellenza calabrese nel mondo della mixology, conferito di un riconoscimento dal sindaco Nicola Fiorita per aver portato il nome della città e della Calabria sui palcoscenici internazionali.
Alla cerimonia era presente anche l’assessore Raffaele Serò. Entrambi hanno espresso grande soddisfazione per il percorso di Porcini, sottolineando l’orgoglio di vedere un professionista calabrese affermarsi nel mondo, valorizzando i prodotti della propria terra e mantenendo saldo il legame con le radici.
Alessandro Porcini ha 40 anni e da 25 lavora nel settore della miscelazione. Un percorso costruito senza pause, fatto di aggiornamento continuo, sperimentazione e studio delle materie prime.
La svolta internazionale è arrivata con la convocazione a Tokyo, dove è stato l’unico europeo ad arrivare fino alle fasi finali dopo una lunga serie di selezioni in Italia e in Europa, confrontandosi con 450 concorrenti. Un risultato che ha segnato una tappa fondamentale nella sua carriera e che ha acceso i riflettori sulla mixology calabrese.
Tra le sue creazioni più apprezzate spiccano drink che raccontano il territorio: fico d’India, estratto di bergamotto, polvere di radice di liquirizia, ma anche olio extravergine d’oliva della Piana di Lamezia Terme, utilizzato in miscelazione con tecniche innovative. Una scelta coraggiosa che ha conquistato pubblico e critica.
Porcini ha raccontato con emozione il significato delle sue esperienze internazionali: “Essere andato a Tokyo è stato qualcosa di fondamentale. Non solo perché sono stato l’unico europeo ad arrivare fino in fondo dopo selezioni durissime, ma perché ho potuto portare la Calabria nel bicchiere. Ho raccontato la mia terra attraverso i suoi ingredienti: fico d’India, bergamotto, liquirizia. Sono prodotti che parlano di noi.”
Il legame con la città resta centrale nella sua identità professionale: “Per me rappresenta il sentirmi ancora Catanzaro. Anche quando sono fuori, porto sulla mia divisa i colori giallorossi. Oltre al riconoscimento della Regione Calabria sul braccio, ho lo scudetto dell’US Catanzaro 1929. È la mia passione calcistica, è quello che vivo di questa città. A volte dispiace perché fuori riusciamo ad emergere e dalla nostra città magari non sempre arriva lo stesso riconoscimento. Ma io continuo a portarla con orgoglio.”
Importante anche l’esperienza di Bologna: “È stata un’altra tappa formativa. Ho dimostrato che dietro al banco del bar si può miscelare qualunque cosa, anche l’olio d’oliva. Quando riesci a trovare l’equilibrio giusto è una cosa fantastica. Ho lavorato anche sulla miscelazione del vino nei drink: è un azzardo, perché o trovi vini eccelsi o troppo scadenti. Ma quando trovi la via di mezzo giusta, il risultato è straordinario.”
Ora lo attende una nuova sfida: “A fine luglio sarò a Sydney. Sarà ancora più dura: se a Tokyo eravamo in 450, questa volta saremo oltre 1000. Ma da Catanzaro, con la testa dura, spero di classificarmi bene. Fare il barman per la Regione Calabria per me è un onore.”
Porcini ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine: “Voglio portare i miei ringraziamenti a Franco Pisano, Pia Santelli e Fulvia Caligiuri, all’assessore all’Agricoltura Gallo, all’assessore Serò e al sindaco Fiorita per questa premiazione. Dietro ogni traguardo importante c’è una squadra e io non dimentico chi mi ha sostenuto.”
Tra i progetti futuri c’è anche un’importante iniziativa imprenditoriale: l’apertura di un liquorificio totalmente biologico. Un’idea che punta a valorizzare esclusivamente materie prime del territorio calabrese, nel segno della sostenibilità, della qualità certificata e dell’identità territoriale.
La premiazione in Comune non è stata solo un riconoscimento personale, ma il simbolo di una Calabria che può affermarsi attraverso talento, competenza e radici solide. Alessandro Porcini continua così a portare il nome di Catanzaro nel mondo, dimostrando che tradizione e innovazione possono convivere nello stesso bicchiere.
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