
Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta a firma di Marinella R., residente a Montauro Marina.
"Di fronte alla democrazia siamo tutti uguali, ma solo se ci viene permesso di raggiungerla.
Il voto è un diritto "personale ed eguale, libero e segreto", recita l’articolo 48 della nostra Costituzione. Ma per i cittadini della zona marina di Montauro, questo principio rischia di infrangersi contro la realtà di una decisione burocratica che sembra ignorare le difficoltà di chi vive il territorio.
Chi vi scrive è una signora che, nonostante la disabilità quasi totale, ha ancora voglia di esercitare il proprio sacrosanto diritto di voto.
In vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, la comunità si trova davanti a un ostacolo insormontabile: l’ipotesi di abolire l’unico seggio della zona Marina.
La motivazione risiede nella nuova destinazione della struttura che lo ospitava, si dice in futuro affidata all'Arma dei Carabinieri. Un presidio di legalità, certo, che però non può e non deve nascere a scapito di un altro pilastro democratico: l'esercizio del voto.
La distanza che diventa un muro per una mera questione di principio, d'altronde cosa costerebbe temporeggiare solamente un mese in più visto che per tanti anni non c'è stata questa impellente necessità?
Spostare il seggio nel centro storico di Montauro non è un semplice cambio di indirizzo. Per una persona anziana, per chi non dispone di un mezzo di trasporto o, peggio ancora, per chi convive con una disabilità, quei chilometri di salita si trasformano in un muro altissimo. Per molti di noi, cittadini che hanno sempre onorato l’impegno civile, questa scelta equivale a una revoca silenziosa del diritto di cittadinanza.
Chi scrive vive ogni giorno sulla propria pelle il limite della mobilità. Sappiamo bene cosa significhi dipendere dagli altri anche per i gesti più semplici. Chiederci di raggiungere il paese per votare significa, di fatto, dirci che il nostro voto non vale lo sforzo logistico necessario per raccoglierlo.
Il paradosso è che, qualora la necessità di affidare entro pochi giorni la struttura fosse così tanto ostativa, una soluzione esiste, ed è moderna, sicura e funzionale. Montauro Marina dispone di una nuova scuola, appena terminata, che attende solo di essere utilizzata. Questi locali potrebbero essere tranquillamente adibiti a seggio elettorale, garantendo l’accessibilità totale e rispettando tutte le normative vigenti. Perché non percorrere questa strada? Perché preferire il disagio dei cittadini alla valorizzazione di un bene comune appena nato?
Ci rivolgiamo con fiducia e rispetto a tutte le istituzioni di Catanzaro e provincia. In un momento in cui il Comune è affidato alla gestione commissariale, il Suo ruolo di garante è più che mai vitale.
Chiediamo a tutti di mediare con il Commissario Prefettizio, il dottor Giacobbe, affinché si riconsideri questa decisione.
La democrazia non può essere una questione di logistica, ma di dignità. Non permettiamo che le urne di maggio restino vuote perché lo Stato ha deciso di allontanarsi dai suoi cittadini più fragili. Eccellenza, ci aiuti a votare. Ci aiuti a sentirci, ancora una volta, parte integrante di questa comunità".
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797