
Continua il percorso di sensibilizzazione culturale di Naturium, il progetto promosso e ideato da Giovanni Sgrò. Questa volta il messaggio passa da un oggetto semplice e quotidiano: una maglietta. Sul tessuto, lo slogan “Pensiamo al futuro della Terra” e, soprattutto, un simbolo destinato a diventare la cifra dell'iniziativa — una mano che, idealmente, si alza per fermare la guerra.
“Amici di Naturium, siamo qui per presentarvi la nuovissima maglietta — racconta Sgrò —. È una mano che simbolicamente vuole fermare la guerra, perché la pace consente anche di vivere in un mondo più sostenibile e garantisce il benessere non solo dell'ambiente, ma soprattutto degli uomini”.
Il filo che lega pace e ambiente è il cuore della riflessione. Nelle parole dell'ideatore del progetto, il conflitto non è soltanto una tragedia umanitaria, ma anche un acceleratore di squilibri economici: “Un momento di pace contrasta la guerra, che spesso porta a disuguaglianze dal punto di vista della distribuzione della ricchezza. È importante che il mondo sia più equo per tutti, e questo significa anche distribuire meglio la ricchezza nel pianeta”.
Sgrò non nasconde la dimensione critica del messaggio. Il riferimento è alle concentrazioni di potere economico e all'erosione degli spazi democratici: troppe tensioni, sostiene, alimentano “una ridistribuzione iniqua della ricchezza”, con poche persone che continuano ad arricchirsi costruendo monopoli “di ogni tipo” — dall'informazione all'agricoltura, dalla finanza fino alle lobby che, a suo dire, finiscono per decidere “a dispetto della politica e della democrazia”.
Da qui l'urgenza di un richiamo ai fondamenti: senza pace ed equità, avverte, diventa difficile portare avanti qualsiasi progetto di sostenibilità autentica. E proprio l'agricoltura biologica viene indicata come una delle leve concrete per coniugare tutela dell'ambiente e benessere dell'uomo, dando “un forte contributo” al raggiungimento di questi obiettivi.
L'operazione, dichiaratamente "dal basso", punta a trasformare un capo d'abbigliamento in un piccolo veicolo di consapevolezza. “Vogliamo lanciare un segnale forte, nel nostro piccolo — sottolinea Sgrò —. Il messaggio parte come un grido di speranza”.
Una scelta che conferma la vocazione di Naturium: usare il linguaggio della cultura e dei simboli quotidiani per riportare al centro del dibattito temi spesso percepiti come distanti, ma che riguardano da vicino la vita di tutti. L'invito finale riassume lo spirito dell'iniziativa: “Viviamo il presente pensando al futuro della Terra”.
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