Il Senatore Nicola Morra, già Presidente della Commissione parlamentare Antimafia e promotore del Comitato referendario, annuncia il deposito della richiesta di avvio del referendum sulla legge regionale 3 marzo 2026, n. 9, che modifica lo Statuto della Regione Calabria introducendo, tra l’altro, nuovi sottosegretari e l’ampliamento della Giunta.
«Quando si interviene sulle regole fondamentali di una Regione – dichiara Morra – la parola deve tornare ai cittadini. È questo il senso dell’articolo 123 della Costituzione: garantire la democrazia diretta sulle scelte più delicate».
Morra evidenzia come la riforma presenti profili critici rilevanti:
«Colpisce che possibili profili di incostituzionalità non siano stati rilevati neppure nel corso del dibattito in Consiglio regionale, nemmeno dalle opposizioni. Una “distrazione” grave, che rende ancora più necessario il ricorso al referendum».
Il Senatore richiama quindi il valore democratico dell’iniziativa:
«Non è una battaglia ideologica, ma una questione di metodo. Le regole si condividono, non si impongono. E quando emergono dubbi sulla legittimità, è doveroso restituire la parola ai cittadini».
E conclude: «Il referendum è uno strumento di garanzia. Rafforza la fiducia nelle istituzioni e restituisce centralità ai calabresi. La democrazia, quando è diretta, è più forte».
«Quando si interviene sulle regole fondamentali di una Regione – dichiara Morra – la parola deve tornare ai cittadini. È questo il senso dell’articolo 123 della Costituzione: garantire la democrazia diretta sulle scelte più delicate».
Morra evidenzia come la riforma presenti profili critici rilevanti:
«Colpisce che possibili profili di incostituzionalità non siano stati rilevati neppure nel corso del dibattito in Consiglio regionale, nemmeno dalle opposizioni. Una “distrazione” grave, che rende ancora più necessario il ricorso al referendum».
Il Senatore richiama quindi il valore democratico dell’iniziativa:
«Non è una battaglia ideologica, ma una questione di metodo. Le regole si condividono, non si impongono. E quando emergono dubbi sulla legittimità, è doveroso restituire la parola ai cittadini».
E conclude: «Il referendum è uno strumento di garanzia. Rafforza la fiducia nelle istituzioni e restituisce centralità ai calabresi. La democrazia, quando è diretta, è più forte».




