Morte Antonio Perrota, il cordoglio dell’Associazione Giorgio La Pira di Cosenza
10 agosto 2026 10:56La Comunità intera si stringe attorno al dolore immenso per la tragica e prematura scomparsa di Antonio Perrotta, il giovane di 33 anni residente a Fuscaldo, brutalmente aggredito la scorsa notte mentre svolgeva il proprio lavoro di addetto alla sicurezza a Sangineto. Antonio era sposato, aveva 4 bambini e lavorava come operaio alla Italbacolor di Fuscaldo.
Sabato sera aveva scelto di sacrificare ancora qualche ora del proprio tempo per svolgere un servizio di sicurezza in un locale di Sangineto: un lavoro extra per guadagnare qualcosa in più e contribuire alle necessità della sua famiglia. Una normale serata di lavoro dalla quale, però, Antonio non è più tornato a casa. Un marito e un padre, un lavoratore instancabile che, con sacrifici e dedizione, faceva turni di notte per portare avanti la propria famiglia e garantire un futuro ai suoi cari.
Le indagini sono seguite dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Diamante e dalla Squadra Mobile di Cosenza, coordinati dalla Procura di Paola.
È inaccettabile e profondamente ingiusto che si possa perdere la vita in questo modo, sul posto di lavoro, a causa di una cieca e brutale violenza giovanile che continua a produrre conseguenze drammatiche e irreparabili. Il brutale pestaggio di Sangineto e i recenti episodi di sangue che continuano a macchiare il nostro territorio cosentino — dalla sparatoria al Mamaeli fino agli atti di violenza inaudita registrati in questi giorni a Corigliano Calabro — impongono una riflessione profonda e improcrastinabile.
A nome dell'Associazione Giorgio La Pira di Cosenza, lanciamo un grido unanime: basta violenza, la movida non può diventare terra di nessuno o di sangue. Sangineto è da sempre una terra di accoglienza, turismo e sano divertimento; non possiamo permettere che pochi facinorosi e una gestione inadeguata della sicurezza trasformino i luoghi di aggregazione in teatri di guerriglia urbana.
Non è più il momento degli appelli alla prudenza o delle tolleranze di facciata. Di fronte al ripetersi di simili episodi di violenza incontrollata, le istituzioni e le autorità competenti devono dare una risposta ferma e inequivocabile: bisogna intervenire subito con controlli serrati, arrivando persino alla chiusura dei locali, come a Corigliano Calabro ad opera del Questore di Cosenza Dr. Antonio Borelli, che dimostrano di non garantire l'ordine pubblico. La sicurezza dei cittadini, dei lavoratori che ogni notte rischiano la vita per garantire il servizio d'ordine e delle famiglie viene prima di qualsiasi interesse economico o profitto.
Ci stringiamo con profonda commozione attorno alla famiglia della vittima, esprimendo totale vicinanza e facendo appello alla Procura della Repubblica e alle forze dell'ordine affinché individuino e puniscano severamente i responsabili di questo vile crimine. Come ricordava Giorgio La Pira, la città è una Comunità viva da custodire e promuovere nella sua dignità e nella sua pace: «La città (Sangineto) è una comunità di uomini che camminano insieme verso il loro destino di benessere e di pace; la sua legge suprema è il bene comune e la tutela della persona umana».
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