
Hanno scelto di parlare Saverio Ciambrone, cl. '64 di Gimigliano, e Salvatore Montesano, cl. '95 di Catanzaro, difesi entrambi dall'avvocato Antonio Ludovico, a differenza di Angelo Mazza, cl. '96 di Borgia, difeso dall'avv. Isabella Camporato, che ha scelto di avvalersi della facoltà di no rispondere. Contro di loro le accuse di di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso nel loro presunto ruolo di appartenenti alla cosca Catarisano, particolarmente attiva nei territori di Borgia e località limitrofe.
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Davanti al giudice per le indagini preliminari Gilda Danila Romano, i 2 indagati hanno risposto alle domande fornendo la loro versione dei fatti e negando ogni addebito. Non si conoscevano e non si erano mai visti prima, hanno spiegato gli indagati, dimostrando meraviglia per le accuse che gli vegno mosse dalla Procura. Al termine degli interrogatori l'avvocato Ludovico ha chiesto la revoca o la sostituzione della misura cautelare in atto
Nelle 15 pagine dell'ordinanza si legge di tentativi di estorsione nei confronti di imprenditori locali andati male solo per l’opposizione delle vittime che hanno denunciato. Vicende, certificate non solo dalle denunce, ma anche da riconosocimenti fotografici, captazioni ambientali e filmati dei sistemi di videosorveglianza installati laddove si sono commessi i fatti. 4.000 euro, in un caso chiesti presso uno stabilimento balneare "da corrispondere in due rate per aiutare gli amici in carcere".
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