
Nessun danno erariale per la realizzazione del nuovo tratto autostradale tra gli svincoli Mileto-Rosarno derivante da una presunta errata progettazione esecutiva ed una mancata acquisizione del parere dell’Autorità di Bacino, l’ipotesi accusatoria iniziale aveva paventato un danno superiore ai 20 milioni di euro.
La Corte di Appello della Corte di Conti in Roma con sentenza n. 153 del 23 settembre 2026 ha accolto le impugnazioni sul punto del geologo facente parte del gruppo di progettisti delle opere Dott Giovanni Parlato, difeso dall’Avv Giacomo Carbone di Catanzaro (in I grado anche dall’Avv. Alessandro Ferrari) e dell’Ing. Bosio (RUP dei Lavori) sempre difeso dall’Avv. Giacomo Carbone oltre che dal Prof. Arturo Cancrini, e che si è avvalso anche della consulenza tecnica dell’Ing. Mario Bitonti, nonché del Direttore dei lavori Giovanni Fiordaliso difeso dall’Avv. Felice Domenico Retez del secondo RUP Consolato Cutrupi difeso dagli avvocati Marianna Vazzana e Vincenzo Floccari.
In primo grado, la Corte dei Conti della Calabria- Catanzaro, aveva condannato l’Ing, Bosio ad un danno erariale di circa tre milioni di euro ed il Geologo Parlato ad un danno di circa 490.000,00 euro, nonché a circa 900.000,00 euro il Direttore dei Lavori Fiordalisi e il secondo Rup Consolato Cutrupi. Ad i primi due si imputava principalmente di non avere acquisito i pareri dell’Autorità di Bacino sui rischi idrogeologici esistenti sui viadotti realizzati in prossimità del Fiume Mesima e di avere realizzato una progettazione che non tenesse conto di detti rischi, oltre che la realizzazione di una variante che non doveva essere effettuata per i rischi suddetti. Addirittura nel giudizio di primo grado si era paventata l’ipotesi che l’opera non dovesse essere affatto realizzata per i gravi rischi di inondazione che potevano sussistere, con conseguente mancanza totale di utilità della stessa ed un danno complessivo di oltre VENTI milioni di euro.
In relazione a dette imputazioni, riconosciute fondate dalla Corte dei Conti in I grado, avevano proposto appello sia l’Ing. Bosio che l’Ing. Parlato contestando sia la necessità di acquisizione del parere dell’ABR., rilevando che l’intera opera era stata approvata dall’intero vertice tecnico-gestionale dell’Anas, e quindi da i maggiori esperti in materia di costruzione stradale, nonché rilevando ancorala mancanza assoluta di danno erariale in quanto l’opera era stata collaudata positivamente e l’autostrada era aperta al pubblico con un traffico annuale di milioni di utenze.
La Corte dei Conti in Roma ha accolto del deduzioni difensive ritenendo che nondimeno, in disparte la fruizione effettiva della strada per un cospicuo numero di anni, a seguito di collaudo definitivo senza riserve da parte dell’Amministrazione ed in presenza di una vicenda contrattuale “travagliata” e non lineare e a fronte di un quadro di riferimento (normativo e tecnico) dotato di oggettiva complessità, avevano potuto incolpevolmente ritenere non necessari, rispetto al progetto del 2008, nuovi pareri (compreso quello dell’ABR) e autorizzazioni e, più in generale, una nuova relazione idrologica e idraulica (indipendentemente dall’effettiva necessità o meno degli stessi). La sentenza di appello aggiungeva che risultava in attiapprovazione da parte del Consiglio di Amministrazione dell’ANAS del progetto esecutivo dei lavori di completamento per cui è causa (delibera del 17 dicembre 2008, cui è seguito il dispositivo n. CDG-0169009 di attuazione del Presidente), previa relazione e parere della Direzione Centrale Progettazione dell’’ANAS (organo tecnico di vertice, particolarmente qualificato, dell’Amministrazione), ritenendo quindi insussistente la colpa dei convenuti. Con la medesima sentenza sono stati accolti ulteriori appelli, in riforma delle condanne di I grado per vicende connesse, ed in particolare di BRUNI Salvatore, rappresentato e difeso Crescenzio Santuori e Raffaele Ruocco e di DE VITA Vincenzo, rappresentato e difeso dall’avv. Giovanni Spataro.
L’avvocato Giacomo Carbone che aveva seguito la vicenda per l’intero gruppo di progettazione (una parte del quale aveva aderito al rito abbreviato in I grado), ha espresso viva soddisfazione per una vicenda che a suo parere addossava responsabilità per un opera invece perfettamente funzionante e aperta al pubblico e che ha comportato sia in termini di sicurezza che di tempi di percorrenza un grandissimo vantaggio agli utenti che percorrono il tratto autostradale Salerno-Reggio Calabria
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