“Non chiamatelo amore”, all’Umg un incontro per educare i giovani al rispetto

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  13 ottobre 2026 16:04

Con il patrocinio del Dipartimento di Eccellenza e dell’Università Magna Græcia, la Pastorale Universitaria guidata da don Roberto Corapi punta sull’educazione delle coscienze e sul valore dei giovani. Si terrà lunedì 26 ottobre, dalle ore 15.00 alle 18.00, presso l’Aula “Falcone-Borsellino” del DiGES, l’incontro dal titolo “Non chiamatelo amore”, promosso dalla Pastorale Universitaria guidata da don Roberto Corapi, con la fattiva collaborazione di “Verità Criminale” del dott. Damiano Carchedi , criminologo. L’iniziativa gode del patrocinio del Dipartimento di Eccellenza e dell’intera Università Magna Græcia, a conferma dell’attenzione dell’Ateneo verso un tema di grande rilevanza sociale e culturale.

Ad aprire i lavori saranno il Magnifico Rettore, prof. Giovanni Cuda, la Direttrice di Dipartimento, prof.ssa Aquila Villella, il Direttore della Pastorale Universitaria, don Roberto Corapi. Al confronto prenderanno parte: prof.ssa Annarita Trotta, prof. Alberto Scerbo, prof.ssa Sabrina Garofalo, prof.ssa Valeria Saladino, prof. Vincenzo Tigano, avv. Arturo Bova, penalista, dott. Damiano Carchedi , criminologo, dott.ssa Catia Acquesta, presidente di “Alleati con te”, giornalista e scrittrice a Roma, dott.ssa Isolina Mantelli, presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, dott.ssa Elisabeth Rosanò, con una testimonianza. A moderare sarà la dott.ssa Donatella Soluri, giornalista.

L’incontro nasce dalla volontà di mettere al centro la persona, la dignità, il rispetto e la responsabilità, attraverso un dialogo aperto con gli studenti.

Don Roberto Corapi, nel suo ruolo di Cappellano dell’Ateneo, punta in modo particolare sui giovani e sul loro valore. La sua azione pastorale parte dalla convinzione che l’Università debba essere non soltanto luogo di formazione professionale e accademica, ma anche luogo di crescita umana e di educazione delle coscienze. Educare a riconoscere il bene e a rifiutare il male in tutte le sue forme significa fornire ai giovani gli strumenti per comprendere la differenza tra amore e possesso, libertà e controllo, rispetto e violenza.

È proprio attraverso una nuova consapevolezza che si può costruire una società capace di prevenire la violenza e di non rimanere indifferente davanti ai segnali di abuso. “Non chiamatelo amore” diventa così un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni: ascoltare, credere, intervenire. Un percorso nel quale la Pastorale Universitaria, insieme all’Ateneo e alle realtà coinvolte, sceglie di investire sui giovani, sulla loro sensibilità e sulla loro capacità di diventare protagonisti di una società più giusta e rispettosa. 

Agli studenti partecipanti del DiGES sarà riconosciuto 0,5 CFU.