
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo oggi a "Trame" - Festival dei libri sulle mafie, ha annunciato la disponibilità della Regione Calabria a sostenere progetti culturali stabili, capaci di proseguire anche oltre la sei giorni del festival che si è aperto oggi a Lamezia.
“La Calabria non deve nascondere la ’ndrangheta, ma non deve nemmeno nascondersi rispetto alla ’ndrangheta”, le parole di Occhiuto, secondo cui iniziative come Trame “mostrano i danni che la mafia ha fatto alla nostra regione, ma anche la speranza che cammina sulle gambe di tanti giovani”. Per il presidente, la Calabria deve essere riconoscente “alle procure e alle forze di polizia”, ma deve anche superare una narrazione che rischia di diventare “un alibi per molti incapaci”, secondo cui “nulla si può fare in Calabria perché c’è la ’ndrangheta”.
“La Calabria deve raccontare i suoi anticorpi e le sue ragioni di speranza”, ha aggiunto Occhiuto, evidenziando come lo stigma mafioso pesi ancora sulla regione, mentre “famiglie di ’ndrangheta controllano interi settori economici anche in molte regioni del Nord”.
Il presidente ha poi aperto alla possibilità di sostenere in modo strutturale l’attività culturale legata a Trame. “Sarebbe bello che il lavoro di Trame potesse continuare anche al di là dei giorni del festival”, ha detto, annunciando la disponibilità della Regione a finanziare “la ristrutturazione o l’adattamento” di uno spazio in cui imprese sociali e associazioni possano svolgere attività durante tutto l’anno.
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il villaggio di Nicotera confiscato alla ’ndrangheta nel 2023. “Credo che sarebbe una buona cosa se lo acquisisse la Regione”, ha affermato Occhiuto, precisando che l’operazione sarebbe possibile solo “se c’è un progetto” per l'immobile. Da Nicotera, ha spiegato il presidente, potrebbe nascere “un modello pilota” per affrontare il tema del riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati alla ’ndrangheta e alle mafie. “Spesso comunichiamo un messaggio devastante: quello di uno Stato che, una volta confiscato un bene, lo fa morire. Invece quei beni devono tornare a vivere ed essere restituiti alla comunità”.
Occhiuto ha indicato anche un’altra iniziativa culturale in cantiere: le “librerie solidali”. “Vorrei che in molti comuni della Calabria nascessero librerie e centri di natura culturale”, ha spiegato, annunciando l’intenzione di finanziare presidi culturali nei territori dove è più difficile mantenere un’offerta stabile.
Nel suo intervento, il presidente ha inoltre parlato di un progetto nelle scuole contro la violenza di genere, costruito a partire dalla testimonianza di una giovane sopravvissuta a un tentato femminicidio a Terranova e del ragazzo che l’ha soccorsa. “È giusto che anche i ragazzi abbiano un atteggiamento positivo e attivo contro questi reati”, ha detto Occhiuto.
“La Calabria è una terra ricca di solidarietà, senso di comunità e risorse umane straordinarie. Lo dimostrano i volontari di Trame, che con il loro entusiasmo hanno contribuito a fare di questo festival un punto di riferimento nazionale nella promozione della cultura della legalità. A loro, e a chi guida questo percorso con passione e competenza, va la riconoscenza della Regione e di tutti i calabresi", ha concluso il presidente Occhiuto.
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