Opat: “Per una Pasqua senza sangue”

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  04 aprile 2026 07:32

Riproponiamo un appello che sembra addirittura anacronistico nel 2026 e raccogliamo i dati che le molte associazioni animaliste riconosciute e molti politici hanno fatto proprio per dissuaderedall’utilizzo della carne di agnelli, capretti e agnelloni per le festività di Pasqua.
 
Conosciamo bene tutte le argomentazioni legate alla cosiddetta tradizione culinaria, che prevederebbe la preparazione della famosa“tiana” con carne di agnello-capretto con le verdure, ma ci chiediamo quanto sia ancora etico e sostenibile, cibarsi di cuccioli di appena quaranta giorni, solo per un capriccio culinario, considerando la ricchezza di materie prime vegetali a chilometro zero che nella nostra regione è ancora possibile trovare. Le tradizioni sarebbero moltissime dall’alba della civiltà umana, eppure molte sono state cancellate perché disumane o semplicementemodificate….Perchè non riusciamo a rinunciare a questi sacrifici cruenti e mostruosi di cuccioli, solo perché ci appelliamo a oscure tradizioni e a retaggi addirittura pseudoreligiosi?
 
Per il sesto anno consecutivo, l’associazione Essere Animali ha monitorato il trasporto di agnelli verso i macelli italiani nel periodo pasquale e ha riscontrato che migliaia di animali arrivano dall’estero dopo viaggi di 30 ore per poi incontrare la morte nei nostri macelli… Le varie ispezioni a questi camion della morte, hanno evidenziato criticità sul benessere animale e hanno riacceso il dibattito sulle normative europee in merito... Le principali problematiche rilevate riguardano condizioni, ahinoi, tipiche, dei trasporti prolungati: densità di carico eccessive, che impediscono agli animali di sdraiarsi o raggiungere l’acqua;beverini non adeguati o inutilizzabili, con il rischio di viaggi fino a 30 ore senza poter bere;lettiera insufficiente o quasi assente; spazio limitato sopra la testa, che compromette ventilazione e movimenti naturali; mezzi di trasporto non idonei a garantire la sicurezza…“I numeri parlano chiaro: oltre 1,7 milioni di agnelli uccisi in un solo anno, con quasi la metà concentrata nei mesi delle feste. È la dimostrazione che non stiamo parlando di una tradizione marginale, ma di una strage di massa organizzata attorno al calendario liturgico. La Pasqua non può continuare a essere un’occasione di morte mascherata da tradizione.”Carla Rocchi, Presidente nazionale ENPA. Risulta chiaro che basterebbe che tutti noi consumatori invertissimo questa macabra tendenza, semplicemente scegliendo di non acquistare più questa carne…soprattutto alla luce dei rincari del quasi 20% sulla carne ovina. Se non lo si vuole fare per una motivazione etica che purtroppo ancora non si riesce a condividere, forse solo per motivi economici si potrebbe …
 
Anche perché tra il 2010 e il 2016 il consumo di carne di agnello in Italia è stata in costante calo, con una  diminuzione stimata di oltre il 50% e addirittura nel 2024, i consumi hanno registrato un calo del 20% rispetto all'anno precedente…Noi crediamo e sentiamo che il “vento” stia davvero cambiando e che le coscienze dei consumatori si stiano sempre più orientando verso una celebrazione pasquale senza l’utilizzo di carne di poveri cuccioli di poche settimane traumatizzati da viaggi disumani e da morte cruenta. E siamo davvero molto favorevolmente colpiti dalla proposta di legge dell’onorevole Brambilla in merito alla tutela degli equidi, “promossi” da animali utilizzati per la macellazione ad “animali di affezione” e quindi esseri senzienti. In realtà tutti gli animali condividono lo stesso status in quanto creature di un medesimo ecosistema che noi tutti esseri sedicenti “umani” dovremmo preoccuparci di proteggere e sostenere. E’ difficile da conciliare idealmente quanto molti di noi siano disposti a “spendere” per i nostri animali domestici (cani, gatti etc…), quanto ci si indigni giustamente per i molti casi di violenza ai danni di animali randagi o selvatici e quanto invece, si preferisca fingere indifferenza e distacco in merito alla reiterata violenza e tortura operata ai danni di agnelli, capretti e agnelloni a Pasqua, considerati alimento, cose da usare senza coscienza, di cui abusare e cibarsi senza ritegno e in modo schizoide. Sarebbe anche onesto non avvalersi più di scusanti legate alla “tradizione irrinunciabile” o a motivazioni religiose…Se siamo esseri dotati di coscienza etica e non meri anonimi consumatori, dovremmo appellarci al nostro discernimento e raziocinio e scopriremmo la bellezza di scegliere consapevolmente di celebrare un bel momento familiare che non preveda necessariamente l’uccisione di cuccioli indifesi. Sogniamo e lavoriamo di vivere in una regione in grado di riconoscere uguale dignità a ogni essere vivente, senza ridicole distinzioni speciste la cui validità non regge più su alcun postulato etico condiviso.  
 
O.P.A.T.


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