OPAT: "Zoosadismo in Calabria, orrore a Melicucco"
06 maggio 2026 07:26Ancora una volta la Calabria si conferma una regione nella quale la vita degli animali non vale nulla, li si considera come “cose” come accessori, come materiali di cui poter disporre per i fini più biechi…E’ notizia recente lo scandalo avvenuto a Melicucco dei 5 ragazzi tra i 20 e 22 anni, sgominati dai carabinieri di Gioia Tauro con l’operazione “Marijoa” nella quale sono emerse sistematiche violenze su persone fragili e animali…Gattini arsi vivi per il puro piacere di fare dei video che si sperava diventassero “virali”… di virale nella nostra Regione esiste solo una violenza contro i più fragili e indifesi che noi tutti abbiamo respirato e respiriamo fin da bambini, così come denuncia un reportage nazionale della LAV: “NON SI TORTURANO LE FARFALLE Preadolescenza e animali in un’indagine svolta nelle scuole medie”, che vede tra le regioni analizzate, anche la nostra. L’accettazione “naturale” della tortura verso gli animali è emersa anche attraverso l’avere assistito alle uccisione cruente per il maiale, ad esempio, o verso altri animali da cortile….tali uccisioni, renderebbero naturale e consuete delle pratiche di zoosadismo, nei soggetti con problemi psicoemotivi che spererebbero di trovare attraverso i social fama e successo ostentando tale violenza. Non è corretto trasformare Melicucco nel paese degli orrori però…chi può dimenticare il cane Angelo di Sangineto, torturato e ucciso nel 2016 per poi diventare un video da esporre sui social? O forse abbiamo dimenticato i fatti di Catanzaro, presso l'Università Magna Graecia con le gravi irregolarità degli animali preposti alla vivisezione e i diversi imputati che sono stati rinviati a giudizio, professori e veterinari, per presunte torture e maltrattamenti sugli animali? O i molti episodi di turismo venatorio che vedono cacciatori e bracconieri di tutta Italia riversarsi in Calabria e tendere trappole e usare richiami vivi per quello che ancora osano definire “sport”? Possiamo non considerare la pratica che pare abbia origine nei banchetti di riconciliazione della ndrangheta, di ghermire i ghiri mentre sono in letargo, per poi farci un ragù da servire per “fare pace” tra cosche litigiose?
E potremmo continuare, perché forse, ahinoi, tutti in Calabria, abbiamo assistito a qualche episodio di violenza contro gli animali, dal cucciolo appena nato di gatto usato come palla da calcio tra ragazzini, alle polpette avvelenate o i wurstel con i chiodi per i cani, alle lucertole impalate o alle macabre ghirlande di rane vive agonizzanti…tanti gli episodi che noi tutti potremmo, ne siamo certi, annoverare se richiesto. Ma cosa si nasconde dietro a queste manifestazioni di puro odio e disumanità?
Lo zoosadismo, la tendenza cioè a essere violenti e a torturare e uccidere animali è una seria patologia psichiatrica che è stata riscontrata in molti serial killer e assassini, anche famosi. Si scaricano pulsioni violente e aggressive su indifesi animali perché si è impossibilitati ad avere un reale confronto con l’umano e molto spesso si riscontra in personalità seriamente disturbate a livello sessuale…Gli animali diventano un capro espiatorio “più facile” perché si è intimamente consapevoli di essere uomini/donne limitati e “non all’altezza”. Ricordiamo che torturare –uccidere animali innocenti è reato come recita l’articolo 544 bis del codice penale: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni”. E sarebbe anche davvero disonesto intellettualmente non considerare quanto lo zoosadismo sia integralmente connesso con il randagismo, due facce della stessa triste e vergognosa medaglia che nella nostra Regione sono ormai diventate un vessillo di riconoscimento a livello nazionale, che siamo sicuri non sia un dettaglio da annoverare come richiamo turistico… Sarebbe davvero il momento che venisse attuata la legge Brambilla del 2025 e che finalmente ci fosse un inasprimento reale delle pene, nei confronti di quella che può essere annoverata a pieno titolo come “subumanità” che non può e non deve diventare una parte malata che definisce, però, tutta la nostra Terra.
Tali soggetti vanno isolati, puniti e rieducati perché costituiscono una pericolosità sociale che non può più essere trascurata.
OPAT Osservatorio Permanente Ambiente e Territorio
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