
Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha annullato il sequestro del conto corrente bancario intestato a Stefano Giampaolo, restituendogli integralmente le somme sequestrate. Lo rende noto in un comunicato stampa il difensore, l’avvocato Gioacchino Genchi. Stefano Giampaolo è il padre di Giuseppe Giampaolo (imputato nel procedimento denominato “Eureka”). La decisione si inserisce nel quadro dei sequestri eseguiti “in sede di esecuzione” della maxi operazione della Procura di Reggio Calabria per ipotesi di traffico internazionale di stupefacenti. In tale contesto, a Stefano Giampaolo — soggetto terzo e del tutto estraneo alle contestazioni mosse al figlio — erano stati sottoposti a vincolo diversi beni (immobile, autovettura, rapporti bancari e altro), sequestri già oggetto di precedente vaglio e annullamento da parte del Tribunale del Riesame. Solo successivamente, Stefano Giampaolo ha appreso che era stato colpito anche l’intero saldo di un ulteriore conto corrente: quello sul quale, da sempre, confluivano lo stipendio percepito quale dipendente di Calabria Verde e, da ultimo, l’accredito di un mutuo concesso dalla banca pochi giorni prima dell’adozione del sequestro, per l’ultimazione dei lavori di restauro di una casa, anch’essa sottoposta a sequestro, provvedimento annullato dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria il 12 settembre 2024.
“Nonostante la condizione di terzietà del titolare del rapporto e la tracciabilità delle somme – afferma Genchi - l’istanza di dissequestro proposta dalla difesa era stata rigettata dal G.U.P. del Tribunale di Reggio Calabria, in adesione al parere negativo reso dal Pubblico Ministero, parere formatosi anche sulla base delle osservazioni della polizia giudiziaria coinvolta nelle indagini. Proprio quel rigetto rende oggi plasticamente evidente una criticità ricorrente nelle vicende cautelari reali: quando il sequestro investe beni intestati a terzi estranei, l’esercizio effettivo del diritto di difesa diventa, nei fatti, una corsa ad ostacoli. Il terzo non è indagato, né imputato, non ha “voce” nel merito del processo principale – sottolinea l’avv. Genchi - e tuttavia subisce l’impatto più immediato e dirompente della misura: il blocco delle risorse, spesso destinate al sostentamento familiare, al pagamento di mutui, rate, spese ordinarie e bisogni primari”-
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797