
"Forse non tutti sono a conoscenza che in questi giorni in Italia, si stia consumando una delle più grandi stragi di agnelli, capretti, montoni ( e non solo) dopo quella avvenuta durante il periodo pasquale.
Ma questa volta a “richiedere” il sacrificio cruento di animali innocenti, non sono le rievocazioni cristiane, ma una delle feste islamiche più famose, quella di Eid Al Adha, una delle ricorrenze più importanti dell’islam, vissuta con grande intensità anche dalle comunità presenti, ormai, in Italia. Quattro giorni di celebrazioni, dal 27 al 30 maggio, durante i quali i fedeli rievocheranno l’obbedienza al loro Dio praticando il tradizionale rito del sacrificio della Udhiya: migliaia di pecore verranno uccise e senza alcuno stordimento preventivo, come la legge italiana prevede…Tali “sacre” prescrizioni sanciscono che l'animale venga sgozzato da cosciente: la gola deve essere recisa con un taglio profondo affinchè possa interessare trachea, esofago e carotidi.
L'agnello resta vigile per decine di secondi, a volte più di un minuto, mentre dissangua. Spesso viene legato a terra, immobilizzato sotto il peso di un adulto, mentre altri animali assistono in attesa del proprio turno…Sempre più emergono casi di macellazioni abusive in abitazioni private — comprese case popolari — con sangue negli scarichi, carcasse nei cassonetti, condizioni igieniche che non sono accettabili in un paese come l’Italia e zero controlli veterinari.
Un rischio sanitario concreto (zoonosi, contaminazioni) e una sofferenza animale fuori da ogni regola. La legge permette tali macellazioni in macellerie autorizzate e/o macelli convenzionati…Le prime stime ufficiali aggiornate al 27 maggio 2026, dicono che in Italia si preparano al sacrificio tra 420.000 e 550.000 animali (pecore, capre, mucche, capretti), numeri che derivano dalla crescita della popolazione musulmana, stimata tra 2,8 e 3 milioni di persone, e dalle abitudini: ogni famiglia che può permetterselo sacrifica almeno un animale.
Ma le associazioni animaliste insorgono e il Ministero della Salute si affretta a precisare regole e comportamenti da seguire. Uno dei motivi della contestazione riguarda la macellazione rituale (Halal per i musulmani e Kosher per gli ebrei), che a differenza della normativa italiana, non prevede lo stordimento preventivo dell'animale. La normativa italiana infatti prevede che: 1) la macellazione debba avvenire previo stordimento; la deroga per macellazione rituale è ammessa solo all'interno di macelli autorizzati e riconosciuti, sotto controllo veterinario; 2) il D.M. 11 giugno 1980 autorizza la macellazione secondo riti ebraico e islamico esclusivamente in stabilimenti riconosciuti; 3) I D.Lgs. 333/1998 e D.Lgs. 131/2013, espongono una disciplina nazionale a tutela degli animali da macello e sanzioni; 4) attraverso l’art.Art. 544-bis e 544-ter c.p. per l’uccisione e il maltrattamento di animali è prevista una reclusione fino a 2 anni; 5) con il Reg. (CE) 853/2004, le carni destinate al consumo devono provenire da impianti riconosciuti; l'autoconsumo domestico di ovini è ammesso solo previa comunicazione all'ASL e con vincoli stringenti. Riteniamo che perpetuare questi rituali cruenti e irrispettosi nei confronti della vita di animali innocenti sia anacronistico e preoccupante soprattutto quando, la loro esecuzione dogmatica, è causa di agonia e di possibile contaminazione e degrado (quando eseguito fuori legge).
Sarebbe auspicabile che la comunità islamica tutta, nel 2026, considerasse la possibilità di modificare questa tradizione deprecabile per adeguarsi anche alle leggi vigenti nel nostro paese. Tanto più che questa confessione religiosa, ad oggi non è stata ancora riconosciuta dallo stato Italiano, perché si rifiuta di sottoporsi a tutti i procedimenti necessari e previsti dalla legge italiana (e non da quella islamica), affinchè venga ascritta nell’Intesa stato -religioni, come previsto dalla nostra Costituzione… Leggere sui social e su certi articoli, alcune rivendicazioni sull’ortodossia della macellazione rituale nel 2026 dovrebbe farci riflettere tutti, anche in merito a quanto determinate leggi nel nostro paese, non si facciano rispettare.
Come nel caso della potente lobby dei cacciatori e di certe minoranze religiose che inneggiano sempre alla “xenofobia” o al “razzismo” anziché accettare un contraddittorio…Apprendere che: “tutto il sangue debba sgorgare dalla ferita inflitta a un animale non stordito preventivamente, invocando il nome di Allah” e che questo modo di infliggere la morte, sia ostinatamente rivendicato come un diritto in deroga alle leggi, dovrebbe farci ripensare a quello che disse Karl Popper nel suo celebre saggio del 1945 "La società aperta e i suoi nemici", nel quale venne enucleato il famoso “paradosso della tolleranza” secondo il quale una collettività caratterizzata da tolleranza indiscriminata è inevitabilmente destinata ad essere stravolta e successivamente dominata dalle frange intolleranti presenti al suo interno…Macellazioni rituali cruente e antiigieniche, poligamia, maltrattamenti femminili, matrimoni con minori, violenze omofobe e tutte le pratiche contemplate dalla sharia possono rientrare ed essere tollerate nella quotidianità del nostro ordinamento sociale, perché imposte da una frangia religiosa e minoritaria che non vuole sottoporsi agli ordinamenti legali e giuridici del paese da cui spesso riceve asilo e accoglienza indiscriminata?"
Tanto si legge in una nota a firma dell'O.PA.T. OsservatorioPermanenteAmbienteeTerritorio.
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