
Non è solo una questione di gusto, ma un vero e proprio sistema produttivo che racconta identità, tradizione e capacità artigianale. In Calabria, il comparto dolciario legato alla Pasqua si conferma un elemento centrale dell’economia e della cultura locale, con numeri che restituiscono la forza di un settore profondamente radicato nel territorio e capace di offrire prodotti di alta qualità.
Secondo i dati dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Calabria, sono 2.460 le imprese attive nel settore dolciario e della pasticceria, un perimetro che comprende la produzione di dolci freschi, gelati, biscotti, cioccolato e confetteria. Di queste, ben 1.905 sono imprese artigiane, pari al 77,4% del totale, un dato che colloca la Calabria al quinto posto in Italia per incidenza dell’artigianato nel comparto.
Un tessuto produttivo diffuso e fortemente caratterizzato dalla dimensione artigiana, con punte particolarmente elevate in alcune province: a Vibo Valentia l’84,5% delle imprese del settore è artigiano, mentre a Reggio Calabria la quota si attesta all’84,2%. Numeri che confermano una vocazione consolidata e una capacità produttiva che si intreccia con la tradizione gastronomica regionale.
Proprio la tradizione rappresenta uno degli elementi distintivi dell’offerta pasquale. In Calabria si contano 270 prodotti agroalimentari tradizionali, accanto a 21 prodotti certificati tra DOP, IGP e STG, che arricchiscono la tavola e rafforzano il legame tra territorio e produzione. Tra questi, prevalgono i prodotti della pasticceria, della panetteria, della biscotteria e delle paste fresche, che rappresentano 87 referenze, pari al 32,2% del totale. Un patrimonio che colloca la regione tra le prime dieci in Italia per numero di specialità tradizionali.
Accanto alla qualità e alla varietà dell’offerta, il comparto si trova però a fronteggiare alcune criticità strutturali. Una delle principali riguarda la difficoltà nel reperimento di personale qualificato. Nel 2025 sono previste 1.300 nuove entrate tra pasticcieri, panettieri e figure affini, in aumento rispetto alle 1.040 del 2024, ma oltre la metà – 730 unità, pari al 56,2% – risulta difficile da reperire. Nonostante un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, la Calabria resta tra le regioni con maggiore difficoltà di reperimento, posizionandosi al quarto posto a livello nazionale.
A queste difficoltà si aggiungono le tensioni sui costi di produzione, in particolare per alcune materie prime fondamentali. I dati evidenziano aumenti significativi su base annua: il cacao in polvere segna un +17%, il caffè +12,9% e il cioccolato +6,8% . Incrementi che incidono direttamente sui costi delle imprese e, di conseguenza, sui prezzi finali dei prodotti.
Sul fronte dei consumi, a febbraio 2026 si registra un aumento del 3,1% dei prezzi delle consumazioni di gelateria e pasticceria , con dinamiche ancora più accentuate per quei prodotti – come le uova di cioccolato – maggiormente esposti all’aumento delle materie prime. A preoccupare ulteriormente gli operatori è il possibile incremento dei costi energetici, legato alle tensioni internazionali e in particolare alla guerra del Golfo, che potrebbe incidere sull’equilibrio economico delle imprese.
«Il comparto dolciario artigianale – sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Calabria, Salvatore Ascioti – rappresenta un patrimonio economico e culturale di straordinario valore per la nostra regione. La qualità delle produzioni, fortemente legata alle tradizioni locali e alla maestria degli artigiani, continua a essere un elemento distintivo capace di attrarre consumatori e valorizzare il territorio. Tuttavia, è necessario affrontare con determinazione le criticità legate al costo delle materie prime, all’energia e alla carenza di personale qualificato, per garantire sostenibilità e prospettive di crescita a un settore strategico».
Nonostante le difficoltà, il settore dolciario artigianale calabrese continua dunque a rappresentare un’eccellenza capace di coniugare qualità delle materie prime, cura delle lavorazioni e valore culturale. La Pasqua, in questo senso, diventa un momento emblematico in cui tradizione e mercato si incontrano, trasformando i prodotti dolciari in un’esperienza identitaria oltre che gastronomica.
Un comparto che, pur tra tensioni e nuove sfide, resta un pilastro dell’economia locale e un ambasciatore autentico del Made in Italy, capace di raccontare attraverso il cibo la storia, i saperi e la creatività di un territorio.
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