Depurazione, la Calabria riparte: in tre anni 350 milioni di lavori e cantieri in tutta la regione

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  31 luglio 2026 13:35

È stato senza alcun dubbio il triennio della ripartenza sul fronte della depurazione nei comuni calabresi sottoposti alla procedura d’infrazione comunitaria. Una ripartenza della quale parlano i numeri esemplificati nel corso della convegno conclusivo, anzitutto, dal commissario nazionale Fabio Fatuzzo, nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma.

Ai lavori hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, i ministri Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin e Nello Musumeci, il sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella, i senatori Gianni Rosa e Salvo Pogliese, il soggetto attuatore Riccardo Costanza, il referente della Struttura per la Campania Vincenzo Belgiorno e quello per la Basilicata Francesco Fatone ed ovviamente i subcommissari Salvatore Cordaro (Sicilia Occidentale) e Antonino Daffinà per la Calabria.

Nel suo intervento, il Commissario Fabio Fatuzzo ha ripercorso il lavoro avviato nel 2023 insieme ai subcommissari Antonino Daffinà e Salvatore Cordaro e al soggetto attuatore Riccardo Costanza. Al momento dell’insediamento, ha ricordato, numerosi interventi risultavano fermi da anni, con progettazioni incomplete, ritardi amministrativi e una documentazione non sempre facilmente ricostruibile. Fatuzzo ha ribadito il principio di reciprocità tra pubblica amministrazione e operatori economici: da una parte pagamenti tempestivi e risorse disponibili, dall’altra il rispetto rigoroso delle scadenze contrattuali. La Struttura ha impegnato le somme esistenti e reso finanziabili e pagabili gli interventi maturi, limitando le proroghe ai soli casi realmente eccezionali.

Quanto alla Calabria, il commissario Antonino Daffinà ha tracciato il bilancio dell’attività svolta in una regione nella quale la Struttura ha ereditato criticità e ritardi accumulati per decenni. In poco più di due anni, ha spiegato, “la quasi totalità degli interventi è stata portata alla fase di gara o all’esecuzione dei lavori, per un valore complessivo di circa 350 milioni di euro”. Tra le opere più rilevanti figura il programma di Reggio Calabria, del valore di circa 145 milioni, destinato a produrre benefici per il capoluogo e per l’intero territorio meridionale.

I primi lavori, quelli di Oppido e San Roberto, sono stati consegnati nelle scorse settimane e il cronoprogramma prevede una durata di circa due anni. Daffinà ha espresso la propria gratitudine al commissario Fatuzzo per la fiducia e per la capacità di ascolto, al ministro Pichetto Fratin per il sostegno nel reperimento delle risorse e la Regione Calabria e a Sogesid ed Eutalia per la collaborazione istituzionale.

«Migliorare la depurazione non significa soltanto superare le infrazioni europee – ha ribadito – ma accrescere la qualità della vita, tutelare l’ambiente e valorizzare i nostri mari e i nostri territori». I numeri che il triennio della depurazione nei comuni in procedura d’infrazione può annoverare in Calabria sono emblematici di un incontestabile cambio di passo, ed in molti casi, di un vero e proprio avvio della “macchina”. Nello specifico. passi in avanti sono stati compiuti dal Pollino fino allo Stretto, passando per tutte le più significative realtà calabresi, nel tentativo di rilanciare la depurazione in senso lato e, conseguentemente, il turismo, la principale ricchezza di cui dispone la Punta dello Stivale, troppe volte costretta a soccombere a varie forme di inquinamento ambientale, alcune delle quali dipendenti proprio dalla mala depurazione. Nella fattispecie, sono stati ben 38 gli interventi finanziati ed affidati alla struttura commissariale: sette erano già contenuti nella delibera Cipe 60/2012, gli altri 31 sono stati invece affidati dall’attuale Governo, con apposito Dpcm, del 30 settembre 2022 per un totale di 570 milioni di euro circa. E non è tutto. Gli uffici del Commissario, in sinergia con il governo, sono riusciti poi ad ottenere 75 milioni di euro, a valere su risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione, per completare l’intero maxi-intervento previsto nel comune di Reggio Calabria, circa 20 milioni (anche questi su Fsc) per il completamento dei lavori nei centri di Acri, Castrovillari, Motta San Giovanni, Angitola e Mesima (lotto San Calogero).

Cifre significative che si sono tradotte in  appalti di avvenuta o di imminente aggiudicazione in svariati centri sparsi a macchia di leopardo su tutto il territorio regionale: Reggio Calabria (lotto Gallico), Crotone (lotto Papanice), Corigliano Rossano (lotto relativo al collettore del nuovo ospedale della Sibaritide), Castrovillari, area del Mesima (lotto San Calogero), Fiumefreddo Bruzio, Acri (primo  e secondo lotto), Scilla, Rocca di Neto, Serra San Bruno e San Gregorio d’Ippona.

In relazione ai cantieri avviati, bisogna annoverare Motta San Giovanni, Angitola (primo lotto), Monasterace, Mormanno, San Giovanni in Fiore, Feroleto Antico, Dinami. Lavori, invece, già conclusi o prossimi alla chiusura, ad Oppido Mamertina, San Roberto, Belvedere Marittimo e Mongrassano. Un bilancio decisamente lusinghiero che testimonia, cifre e dati alla mano, come il sistema depurazione, nei Comuni sottoposti a procedura d’infrazione comunitaria 2012/2059, costituisca oggi una macchina pienamente funzionante e capace di fornire risposte puntuali in ogni angolo della Calabria. L’accelerazione, resa possibile dalla perfetta sinergia dell’ufficio del Commissario con le istituzioni ad ogni livello, consente oggi di pensare al futuro partendo da significativi punti fermi e da certezze inimmaginabili fino a qualche anno addietro. ‎<Questo messaggio è stato modificato>