Prevenire gli infortuni nel calcio si può: lo studio sul campo dell’UMG di Catanzaro

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  20 maggio 2026 12:10

Un team multidisciplinare dell’Ateneo calabrese sta mappando forza, propriocezione, composizione corporea e materiali sportivi per individuare i fattori predittivi delle lesioni legamentose e meniscali nei calciatori. La ricerca proseguirà nella stagione 2026/2027 coinvolgendo squadre del campionato di Eccellenza. 

Anticipare il trauma prima che avvenga. Mappare il corpo dell’atleta. Capire quali fattori — genetici, fisici o persino legati ai materiali sportivi — aumentino il rischio di infortuni alle ginocchia. È questo l’ambizioso obiettivo di un innovativo studio scientifico tutto calabrese, condotto da un team multidisciplinare dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

La ricerca, che va avanti da oltre un anno e proseguirà nella stagione 2026/2027, punta a individuare i fattori predittivi delle lesioni legamentose e meniscali nei calciatori. Per farlo, i ricercatori non si sono limitati ai laboratori, ma sono letteralmente “scesi in campo” per testare gli atleti del Campionato di Eccellenza Calabrese, la massima categoria regionale. Un team d’eccellenza per lo sport d’élite.

Il progetto unisce medicina dello sport, ortopedia e scienze motorie sotto la guida di un gruppo di professionisti stimati. Il team è composto dai professori Giorgio Gasparini e Filippo Familiari, dal dottorando Alessandro Giorgio, dalla dottoressa Raffaella Russo, dai dottori Roberto Simonetta, Michelangelo Palco, Gabriele Giuca, e dallo specializzando in Ortopedia e Traumatologia dello Sport, il dottor Elio Perticone.

A tirare le fila dei test sul campo è il dottorando in Scienze dell’Esercizio fisico e dello Sport Alessandro Giorgio: “Prima di tutto vorrei ringraziare voi per averci dato la possibilità di spiegare il nostro lavoro che, come avete sottolineato, va avanti ormai da più di un anno. Un ringraziamento speciale va al professor Giorgio Gasparini e al professor Filippo Familiari, mio tutor in questo percorso di dottorato, per avermi concesso questa grande opportunità di crescita professionale. Un grazie speciale va a tutto il team di ricerca con il quale lavoro quotidianamente. Infine, ci tengo a ringraziare pubblicamente il mister Saverio Gregorace per averci aperto le porte della sua squadra e avermi dato piena fiducia in un campionato così importante e delicato come l’Eccellenza calabrese. Parliamo di un tecnico che non ha bisogno di presentazioni, detentore del record di stagioni consecutive nella massima categoria regionale con oltre 300 panchine”.

“Il nostro obiettivo - spiega Alessandro Giorgio - è individuare cosa espone un atleta d’élite all’infortunio. Insieme a tutto lo staff abbiamo ideato una batteria di test da campo per quantificare forza, velocità e propriocezione, sia sul lato dominante che su quello non dominante, in condizioni statiche e dinamiche. Utilizziamo una pedana propriocettiva dotata di sensore inerziale per quantificare il controllo motorio. Incrociamo poi questi dati con i test di performance sportiva, come lo sprint sui 30 metri per la velocità e il salto in lungo da fermo per la forza esplosiva. Monitoriamo inoltre i parametri antropometrici e di composizione corporea: BMI, massa magra, massa grassa e stato di idratazione”.

C’è un aspetto molto curioso e innovativo nello studio che riguarda i materiali, in particolare le calzature. “Esatto - sottolinea ancora Giorgio - valutiamo anche l’impatto dei materiali. Nello specifico, stiamo analizzando come le diverse tipologie di scarpe — ovvero quelle con suola in carbonio rispetto a quelle in poliuretano di plastica — possano far aumentare nel corso dei mesi la performance motoria a discapito, però, della propriocezione. Abbiamo notato che l’uso di determinati materiali tende a far crescere la ‘forbice’ di controllo motorio tra l’arto dominante e l’arto non dominante, creando asimmetrie che potrebbero rivelarsi pericolose”.

Il futuro della ricerca: verso la stagione 2026/2027. Lo studio scientifico si appresta ora a entrare nella sua fase conclusiva. Per ottenere una panoramica scientificamente impeccabile e raccogliere la più ampia mole di dati possibile, il team dell’Ateneo di Catanzaro tornerà in campo anche nella prossima stagione calcistica 2026/2027, estendendo i test ad altre tre compagini del campionato di Eccellenza.

L’obiettivo finale è ambizioso ma vicino: consegnare al mondo dello sport una mappa predittiva accurata. Capire come i fattori esterni modifichino la propriocezione permetterà agli staff tecnici di determinare per tempo quali atleti siano più esposti a traumi legamentosi e meniscali, rivoluzionando l’approccio alla prevenzione e salvaguardando la carriera dei calciatori. Dalla Calabria, la medicina dello sport si prepara a fare un grande passo in avanti.


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