Protesta autotrasporti in Calabria, prosegue la mobilitazione con 120 mezzi in Cittadella Regionale

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  05 ottobre 2026 12:58

di IACOPO PARISI

La protesta contro il caro carburante e il caro vita arriva davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro. Dopo giorni di mobilitazioni, presidi e cortei che hanno attraversato diverse aree della Calabria, da Davoli a Pizzo fino a Crotone, questa mattina sono stati gli autotrasportatori a raggiungere la sede della Regione a Germaneto, affiancati anche da rappresentanti del mondo agricolo e da alcuni dei protagonisti delle manifestazioni che negli ultimi giorni hanno acceso la protesta sul territorio. Oltre un centinaio i mezzi arrivati davanti alla Cittadella, circa 120 secondo quanto riferito dagli stessi operatori, per una manifestazione che si è svolta senza particolari disagi alla circolazione e con l'obiettivo dichiarato di ottenere risposte concrete dalle istituzioni.

“Non chiediamo tantissimo, chiediamo la creazione di una consulta regionale, un tavolo tecnico che permetta all'autotrasporto di confrontarsi con le istituzioni”, ha spiegato il presidente regionale di Fedralog, Domenico Notaro. Sul tavolo c'è innanzitutto una crisi di liquidità che, secondo gli operatori, sta erodendo progressivamente i margini delle aziende. “Chiediamo anche un ristoro perché siamo in una crisi di liquidità non indifferente. Le aziende di trasporto stanno registrando perdite sostanziali perché non riusciamo a ribaltare sulla committenza tutto l'aumento dei costi. Il carburante oggi incide per l'80-90 per cento sui costi che sosteniamo e non possiamo trasferirli interamente al cliente che ci commissiona il viaggio”.

 La protesta arriva proprio mentre la Regione Calabria si prepara a mettere sul tavolo i 15 milioni di euro annunciati dal presidente Roberto Occhiuto contro il caro carburante, provvedimento destinato all'esame del Consiglio regionale. Risorse sulle quali, però, gli autotrasportatori chiedono maggiore chiarezza, soprattutto rispetto ai destinatari e ai criteri di distribuzione. “Quindici milioni per chi? Per cosa? E come si vogliono distribuire?”, ha incalzato Notaro. “Il presidente ha fatto un annuncio pubblico, ma non ha detto che saranno destinati agli autotrasportatori o agli agricoltori: ha parlato di chi lavora con il trattore, con il camion, con l'auto. Non è ancora specificato a chi andranno questi fondi”. Il presidente regionale di Fedralog guarda anche a quanto accaduto oltre lo Stretto: “La Regione Sicilia ha stanziato 15 milioni esclusivamente per l'autotrasporto e anche lì i colleghi non sono soddisfatti e sono pronti a manifestare”.

A raccontare concretamente cosa significhi oggi lavorare nel settore è anche Giuseppe Bonadio, titolare di un'impresa di autotrasporti di Lamezia Terme. “Con il carburante arrivato a 2,42-2,43 euro è diventato insostenibile. Sono sette mesi che stiamo consumando liquidità. Se prima avevamo margini medio-discreti che permettevano di essere soddisfatti del nostro lavoro, oggi quei margini non esistono più”. Bonadio rivendica anche il carattere pacifico della mobilitazione. “Stiamo manifestando in maniera civile, non ci sono disagi o caos, ma vogliamo risposte concrete. Non vogliamo arrivare a situazioni drastiche, vogliamo ottenere con questa manifestazione un incontro con il presidente Occhiuto e provare a risolvere i problemi nel modo migliore”.

Ma davanti alla Cittadella la protesta ha assunto anche un significato più ampio rispetto alle rivendicazioni del solo autotrasporto. A sottolinearlo è Antonio Zangari, imprenditore agricolo di Polistena ormai conosciuto come il “Gigante buono”, diventato uno dei volti delle mobilitazioni di questi giorni. “Il caro carburante incide su questa manifestazione, ma qui si sta discutendo soprattutto di economia familiare e del carrello della spesa”, ha spiegato. “Il carburante quasi quasi oggi ci interessa poco, perché le aziende sono tutte in difficoltà. Noi dobbiamo puntare con la politica sul caro vita e sul prezzo che il cittadino trova al distributore, non soltanto sul gasolio agricolo o su quello degli autotrasportatori. Se si risolve il problema, lo si risolve per tutti”.

Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti sottolineati anche dagli stessi manifestanti nel corso della mattinata. Davanti a una vertenza che punta a coinvolgere non soltanto agricoltori e autotrasportatori, ma famiglie, lavoratori e cittadini alle prese con l'aumento generalizzato dei prezzi, ci si sarebbe potuti attendere una partecipazione ancora più ampia. La presenza alla Cittadella è stata significativa per numero di mezzi e aziende coinvolte, ma tra chi protesta resta la convinzione che quello del caro vita non possa essere considerato un problema esclusivo delle categorie che in questi giorni stanno scendendo in strada.

La mobilitazione, intanto, non sembra destinata a fermarsi a Catanzaro. “Andiamo avanti a oltranza”, ha aggiunto Zangari. “Il 10 ottobre abbiamo una riunione nazionale a Cosenza, arriveranno persone da tutta Italia e lì stabiliremo il prossimo passo. Il prossimo passo sarà Roma, e sarà imminente dopo il 10”.