Quichi, nasce l'app per "scambiarsi" bigliettini da visita con lo smartphone

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images Quichi, nasce l'app per "scambiarsi" bigliettini da visita  con lo smartphone
Gianluca Tassone
  07 luglio 2019 20:48

 

di VITTORIO PIO 

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Quante volte vi siete trovati per le mani un bigliettino da visita che poi è stato dimenticato nel portafogli o smarrito senza pietà? Nell'era digitale e senza rinunciare alla fondamentale componente umana, nasce una semplice ma efficace App, ribattezzata in maniera eloquente Quichi: è stata sviluppata da Bemart, una piccola start-up, che nasce con il contributo di Winet, società di telecomunicazioni che opera principalmente in Calabria. Bemart viene costituita da uno dei soci di Winet, Gianluca Tassone, già consulente informatico per l’Invalsi e dell’Università Roma 3 e con un’importante esperienza in Cap Gemini, società leader mondiale nei servizi di consulenza e tecnologia, che ci ha rilasciato questa intervista: "Partendo dalla classica chiacchiera fra amici- ribadisce- lo spunto iniziale è stato quello di scambiare tramite smartphone il biglietto, semplicemente avvicinando i telefoni, quindi senza perdere la prossimità e il “gesto” proprio dello scambiarsi qualcosa. L'implementazione ha poi riguardato quelle attività commerciali che vogliono promuoversi creando un modello di business innovativo e flessibile. Con Quichi avremo sempre i nostri biglietti da visita preferiti con noi, instaurando con l’esercente una sorta di contatto, di fidelizzazione costante nel tempo."

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I dati statistici indicano che nonostante l'aumento progressivo delle App, in realtà se ne utilizzano sempre meno, qual'è il valore aggiunto di Quichi?

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Il suo sviluppo modulare e per questo capace di integrare servizi sempre nuovi e innovativi: una app con l’ambizione di stare sulla prima schermata dei nostri dispositivi: il suo iter di crescita è stato molto lungo: abbiamo utilizzato le migliori e ultime tecnologie sul mercato in materia di comunicazione e conservazione e fruizione dei dati. E questo lo diciamo con un orgoglio particolare, tutto made in Calabria.

Una bella storia catanzarese che guarda all'Italia e possibilmente anche oltralpe...avvertite  questa sfida che comporta anche delle responsabilità?

Quichi è un progetto ambizioso in cui crediamo e in cui mettiamo tanta passione. Nella vita si fanno tante cose: cose che vanno bene e cose che vanno meno bene, ma se si riesce ad essere tenaci e costanti, a continuare a credere in un progetto, alla fine i risultati arrivano. Partire da Catanzaro può essere difficile, specialmente all’inizio: si hanno meno risorse, meno possibilità di confronto con grandi aziende, ma c’è forse il vantaggio di lavorare senza la frenesia propria dei grandi centri urbani, con ritmi tutto sommato accettabili e con la possibilità di farlo guardando il mare, un bel vantaggio che spesso tendiamo a sottovalutare. Noi crediamo di avere tra le mani un prodotto competitivo, capace di giocarsela anche con i più blasonati sistemi di oltreoceano. Nelle prossime settimane ci saranno dei passaggi fondamentali da non sbagliare, bisogna essere cauti, ma abbiamo tanto entusiasmo.

Come si possono trovare i soldi per aprire un'azienda in un territorio così particolare come la Calabria?

Il discorso è complesso ed è difficile da condensare. Una buona idea può essere tale se si riesce a cogliere l'attimo in un momento specifico nonostante le lungaggini burocratiche. Oggi da una richiesta di finanziamento all’erogazione effettiva dei fondi, potrebbe passare troppo tempo: il rischio è che il business plan presentato a corredo risulti obsoleto e che l’azienda non riesca a prendere il treno del proprio investimento. Ci sono sistemi nuovi come il crowfunding, ma credo che oltre ad una politica di investimento pubblico più snello, si debba cambiare il sistema di accesso al credito. Le banche devono essere preparate e capaci di investire in maniera oculata in idee e progetti. Le garanzie da chiedere devono essere semplicemente idee e progetti da valutare ed eventualmente finanziare.

Cos’è che fa realmente la differenza tra un imprenditore, o manager di successo, ed altri, che altrettanto successo non hanno avuto? Un credo inscalfibile oltre a ritenere che nulla è impossibile?

Non bisogna arrendersi. Anche se a volte la strada che ci ci para davanti è in salita ripida.La società  odierna ci vuole sempre più competitivi e vincenti. Ma non bisogna mai demoralizzarsi, bisogna fermarsi ogni tanto a pensare se quello che stiamo facendo ci soddisfa, ci piace. Se facciamo una cosa che ci soddisfa ed in cui mettiamo entusiasmo a profusione, allora stiamo andando nella direzione giusta e i risultati prima o poi arrivano. Diversamente nella vita si può cambiare. Se il nostro lavoro ci rende tristi, se non ci piace più dobbiamo cercare di cambiarlo.

 

 

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