
Un furto di quintali di agrumi è stato subìto dall’azienda agricola Tenuta Badia di Rosarno (RC), di proprietà dell’imprenditrice agricola e dirigente della Coldiretti di Reggio Calabria Patrizia Carmen Rodi Morabito. L’azienda ha denunciato alle autorità competenti il furto di diversi quintali di arance, avvenuto in un periodo non esattamente definito, probabilmente favorito dal maltempo e da alcuni occasionali momenti di assenza dei titolari. Il presidente e il direttore regionale di Coldiretti Calabria, Franco Aceto e Francesco Cosentini, in una nota, condannano con fermezza quanto è accaduto. "Un episodio grave - si legge - che colpisce il lavoro, l’impegno e la dignità di chi ogni giorno opera nel rispetto delle regole e della legalità. Coldiretti Calabria assicura vicinanza all’imprenditrice e dirigente, alla sua famiglia e ai dipendenti, auspicando che le forze dell’ordine possano risalire nel più breve tempo possibile ai responsabili di questo atto criminoso".
"Siamo di fronte a un episodio inaccettabile che colpisce ancora una volta l’azienda e il territorio - dichiara il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto. - Rubare il frutto del lavoro nei campi significa colpire proprietà, investimenti e futuro, sfruttando chi lavora onestamente e con grandi sacrifici. A Patrizia Rodi Morabito va la nostra piena solidarietà e l’impegno di Coldiretti a non lasciare soli i propri imprenditori".
"La criminalità che colpisce le aziende agricole va contrastata con determinazione - afferma Cosentini - È fondamentale garantire sicurezza a chi produce cibo e presidia il territorio. Esprimiamo solidarietà all’azienda Badia e confidiamo nel lavoro delle autorità affinché si faccia piena luce sull’accaduto e si rafforzino le condizioni di tutela per le imprese".
"Esprimo solidarietà e piena vicinanza a Patrizia Rodi Morabito, imprenditrice agricola di Rosarno vittima dell’ennesimo atto criminale ai danni della sua azienda che, questa volta, ha subito il furto di quintali di arance". È quanto afferma Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale del Partito Democratico, che, in una nota stampa, condanna "il grave e inaccettabile gesto che si aggiunge ad altri insopportabili danneggiamenti, come il taglio e il rogo di ulivi secolari nei mesi scorsi".
"Colpire una donna impegnata da anni nel lavoro agricolo e nella vita sociale del territorio - sostiene - significa attaccare l’intera comunità. Questi atti vili di violenza e intimidazione vanno stigmatizzati con fermezza", aggiunge l'esponente del Pd ribadendo che "ogni istituzione ed ogni cittadino devono porsi al fianco di chi lavora onestamente e non si piega all’illegalità. Auspico - prosegue Falcomatà - che, in tempi brevi, le autorità preposte possano fare piena luce su questa e sulle altre intimidazioni subite da Patrizia, una persona perbene, onesta e determinata, una grande lavoratrice, una donna che, da anni, opera con passione e determinazione anche nel tessuto sociale e civile della comunità di Rosarno e della Piana, rappresentando un esempio di laboriosità, resilienza e responsabilità. Dunque - conclude Falcomatà - non possiamo permettere che atti di prepotenza e illegalità soffochino l’impegno di chi opera ogni giorno, con fatica, nel rispetto delle regole per la crescita e lo sviluppo dei nostri territori".
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