Rapporto Bes 2026 Istat, Piccolo: "Il benessere dei giovani non può essere delegato alla psicologia"

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  28 ottobre 2026 13:48

Il dott. Marco Piccolo, psicologo a Cosenza, commenta i dati del Rapporto Bes 2026 dell’Istat: tra disagio psicologico giovanile e disuguaglianze in Calabria, una riflessione dalla psicologia del profondo sulle responsabilità della politica, della scuola e delle famiglie.

"Il Rapporto Istat sul Benessere equo e sostenibile (Bes) 2026 analizza, attraverso 148 indicatori, la qualità della vita degli italiani. Fra gli attuali risultati emerge un quadro apparentemente contraddittorio: i giovani tra i 14 e i 19 anni restano i più soddisfatti della propria vita, mentre l’indice di salute mentale nella fascia 14-24 anni è peggiorato rispetto al 2016. In Calabria, inoltre, i valori medi risultano inferiori alla media nazionale in almeno dieci delle dodici dimensioni del benessere.

La psicologia del profondo, nella tradizione psicodinamica, ci insegna che la soddisfazione dichiarata non esaurisce la complessità della vita psichica: desideri, paure e conflitti inconsci possono convivere con un giudizio positivo sulla propria esistenza. Ma l’essere umano non è soltanto il prodotto del proprio passato: è anche libertà, scelta, responsabilità e ricerca di significato. Una libertà che, tuttavia, si esercita sempre all’interno di condizioni concrete, capaci di ampliare o restringere le possibilità dell’esistenza.

La psicologia può certamente aiutare a comprendere e curare la sofferenza psichica. Non può però sostituirsi alla politica nel garantire lavoro, servizi, opportunità e prospettive di futuro. Il rischio è che problemi collettivi vengano trasformati in fragilità individuali e che alla psicoterapia sia affidato il compito di aiutare le persone ad adattarsi a condizioni che, invece, dovrebbero essere cambiate.

C’è poi una responsabilità educativa che riguarda le famiglie, la scuola e l’intera società: aiutare i giovani a sviluppare un pensiero critico, a interrogare la realtà, ad assumersi le proprie responsabilità e a partecipare attivamente alla costruzione di una società migliore, non soltanto ad adattarsi a quella esistente.

Non tutto ciò che riguarda il benessere è una questione psicologica. E non tutto ciò che produce sofferenza può trovare risposta nella stanza di analisi".

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