Reddito di Merito, l’appello a Occhiuto: “Anche Accademie e Conservatori siano inclusi”

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Reddito di Merito, l’appello a Occhiuto: “Anche Accademie e Conservatori siano inclusi”
Accademia Belle Arti di Catanzaro

  17 settembre 2026 19:49

«Presidente Occhiuto, il merito non può fermarsi davanti alla porta di un’Accademia». È da questa frase che prende le mosse la lettera inviata da Francesco Parrottino, studente di Regia all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Al centro della missiva c’è il Reddito di Merito 2026/2027 e, in particolare, la richiesta di estendere la misura anche agli studenti delle Accademie di Belle Arti e dei Conservatori calabresi, attualmente esclusi dal provvedimento. 

Parrottino si presenta non soltanto come studente, ma come «calabrese che ha scelto di studiare, lavorare e costruire qui il proprio futuro» e spiega di aver accolto «con interesse l’istituzione del Reddito di Merito», ritenendo condivisibile il principio alla base della misura: «premiare chi studia con impegno e creare le condizioni affinché i giovani possano formarsi e spendere le proprie competenze in Calabria».

Nella lettera, lo studente richiama gli stessi obiettivi indicati dalla Regione Calabria, tra cui «valorizzare il capitale umano, contrastare l’emigrazione universitaria e incentivare le eccellenze calabresi a formarsi e lavorare nella propria terra», facendo riferimento alla DGR n. 143 del 9 aprile 2026.

È proprio partendo da queste finalità che Parrottino pone la questione dell’esclusione del comparto AFAM. «Il Reddito di Merito, finanziato con 15 milioni di euro, è stato costruito per gli studenti iscritti ai percorsi universitari degli Atenei calabresi. Accademie di Belle Arti e Conservatori sono rimasti fuori», scrive, ricordando inoltre che «l’esclusione dell’intero comparto AFAM è oggi anche oggetto della mozione n. 53 dell’8 settembre 2026 presentata in Consiglio regionale, che ne chiede espressamente l’inclusione».

«Presidente, uno studente di un’Accademia non è uno studente di serie B», afferma Parrottino, sottolineando il percorso di formazione affrontato dagli studenti delle istituzioni AFAM: «Sostiene esami. Consegue crediti. Studia, ricerca, produce. Investe anni della propria vita nella formazione». E soprattutto, aggiunge, «compie esattamente quella scelta che il Reddito di Merito vorrebbe incoraggiare: restare in Calabria».

Da qui nasce il confronto con le politiche culturali regionali. Parrottino ricorda che la Calabria sta investendo sul racconto del territorio attraverso «cinema, audiovisivo, cultura, creatività e nuove narrazioni» e cita l’incontro promosso nel maggio scorso da Regione Calabria e Calabria Film Commission dedicato a una «nuova narrazione della Calabria attraverso il cinema».

«Ed è giusto. Io stesso credo profondamente nelle possibilità che il cinema, l’arte e la cultura possono offrire a questa terra», scrive lo studente, prima di porre tre domande: «Chi farà questo cinema? Chi produrrà quest’arte? Chi costruirà questa industria culturale?».

La risposta, nella lettera, passa anche attraverso le professionalità che oggi si stanno formando nelle istituzioni AFAM calabresi. «I registi, i direttori della fotografia, gli scenografi, i montatori, i fotografi, i designer, gli attori, i musicisti, i pittori e gli artisti che domani dovrebbero raccontare la Calabria oggi sono anche studenti delle nostre Accademie e dei nostri Conservatori», si legge.

Parrottino sottolinea quindi che la Calabria non dispone ancora di una grande industria dello spettacolo in grado di offrire automaticamente opportunità a chi conclude questi percorsi: «Non siamo Roma. Non siamo Milano». «In Calabria quella filiera deve ancora crescere, consolidarsi e diventare capace di trattenere stabilmente professionalità e talenti», prosegue, sostenendo che proprio per questo dovrebbe esserci «una cura ancora maggiore per chi sceglie di formarsi qui».

A rendere ancora più diretto il passaggio è il riferimento al celebre dialogo del Marchese del Grillo con l’ebanista Aronne Piperno: «Altrimenti il messaggio rischia di diventare quasi quello del Marchese del Grillo all’ebanista Aronne Piperno: “Bello tutto. Te ne puoi anna.”». E subito dopo Parrottino sintetizza così la contraddizione che, a suo avviso, emerge dalla situazione: «Bello il cinema. Bella l’arte. Bella la musica. Bella la cultura. Belli i festival. Belle le produzioni che scelgono la Calabria. Poi, però, quando arriva una delle più importanti misure regionali pensate per premiare il merito e convincere i giovani a restare, chi studia proprio queste discipline rimane fuori».

 Il tema, secondo quanto scritto nella lettera, non riguarda quindi soltanto il sostegno economico durante il percorso di studi, ma anche la capacità della Calabria di trattenere le professionalità che forma. «Perché prima ancora di attirare talenti e produzioni da fuori, la Calabria dovrebbe preoccuparsi di non perdere i talenti che sta già formando dentro casa propria», sostiene Parrottino.

Nella sua riflessione, lo studente porta l’esempio di un ragazzo che studia Regia a Catanzaro e che, una volta terminati gli studi, è costretto a trasferirsi altrove per trovare opportunità. «Non è soltanto uno studente che parte. È un futuro professionista che perdiamo», scrive, aggiungendo che quella stessa persona «avrebbe potuto lavorare qui, creare qui, produrre qui, raccontare questa terra e contribuire a costruire proprio quella filiera culturale e audiovisiva della quale da anni parliamo».

La parte conclusiva della lettera è dedicata alla richiesta rivolta direttamente al presidente Occhiuto. «Rispetto agli obiettivi dichiarati del Reddito di Merito, che differenza c’è tra un giovane meritevole che sceglie di studiare Ingegneria a Cosenza e uno che sceglie di studiare Regia a Catanzaro? Tra chi studia Medicina e chi studia Pittura? Tra Economia e Musica?», domanda Parrottino. «I percorsi sono diversi. Ma il merito non lo è. E neppure la scelta di rimanere in Calabria», aggiunge.

La richiesta è quindi precisa e riguarda già il prossimo anno accademico: «Estenda il Reddito di Merito anche agli studenti delle Accademie di Belle Arti e dei Conservatori calabresi già per l’anno accademico 2026/2027. Non dal prossimo anno. Adesso». Per Parrottino, «correggere una misura non significa smentirla. Significa renderla più coerente con gli stessi obiettivi per i quali è nata». L’estensione, secondo quanto scritto, rappresenterebbe anche un messaggio rivolto ai giovani che scelgono di formarsi in Calabria: «dire loro che la Calabria considera il talento artistico, musicale e creativo una risorsa sulla quale investire prima che quei ragazzi siano costretti a cercare altrove il proprio futuro».

La lettera si chiude con un ultimo passaggio dedicato al rapporto tra la Regione e le professionalità creative che si stanno formando sul territorio: «Non possiamo ricordarci dei registi quando dobbiamo presentare un film; dei musicisti quando dobbiamo organizzare un concerto; degli artisti quando dobbiamo inaugurare una mostra; dei fotografi quando dobbiamo raccontare la bellezza della Calabria. E dimenticarci di loro quando sono ancora studenti e stanno decidendo se questa terra potrà essere anche il luogo del loro futuro». Poi l’appello finale al presidente della Regione: «Presidente, includa Accademie e Conservatori nel Reddito di Merito». E la precisazione con cui Francesco Parrottino conclude la sua lettera: «Non chiediamo un privilegio. Chiediamo semplicemente che, quando la Regione Calabria parla di merito, di giovani, di cultura e di futuro, parli anche di noi».