Reggio, Cannizzaro: "Serve una ricostruzione anche sociale"

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  15 settembre 2026 13:44

Dopo quindici anni ininterrotti di un sindaco di centrosinistra, quest’anno l’offerta del cero votivo, una cerimonia che suggella da quasi tre secoli il rapporto tra l’amministrazione di Reggio Calabria e la Madonna della Consolazione, a cui vengono affidate ansie e speranze della comunità, è toccata a Francesco Cannizzaro, sindaco di centrodestra, proseguire la tradizione in Cattedrale dinanzi al vescovo metropolitano, monsignor Fortunato Morrone, al Nunzio apostolico, monsignor Edgar Pena Parra, al clero metropolitano, alle autorità civili e militari e ai numerosi fedeli. 

“Per la prima volta ho l'onore di compiere questo atto come sindaco di questa città – ha detto Cannizzaro – e lo faccio con emozione, con profondo spirito identitario e con il carico di una responsabilità importante, che è quella dell'intera comunità che rappresento, considerandoci tutti piccolo tassello di un'unica entità. E questa stessa dimensione di unità, di rispetto e di non conflittualità la ritroviamo anche sul piano politico-istituzionale: maggioranza e opposizione, pur nelle rispettive differenze e nei rispettivi ruoli, oggi depongono insieme ai piedi della Madonna della Consolazione questa fiamma, una luce che si consuma per illuminare”.

Il sindaco ha posto in evidenza i problemi “delle persone con disabilità e delle loro famiglie perché nessuno deve sentirsi ai margini della propria città, né emotivamente né logisticamente, delle periferie, con la particolare attenzione rivolta ad Arghillà, fin dal primo giorno di insediamento di questa amministrazione”. Cannizzaro, ancora, ha sottolineato l’esigenza della legalità, “che non è soltanto rispetto delle regole, ma è il fondamento della convivenza civile e della libertà di una comunità. Una città è più solida quando la legalità diventa cultura quotidiana, quando il rispetto delle regole cammina insieme al rispetto delle persone e quando le istituzioni, con il loro esempio, costruiscono comunità. Questa Cattedrale è il simbolo della rinascita di Reggio, ricostruita dopo il terremoto del 1908, ma sappiamo bene che la ricostruzione non è un'opera che si compie una volta per sempre. Reggio ha bisogno di una ricostruzione continua: dei suoi spazi, dei suoi servizi, ma - prima ancora - del suo tessuto sociale e morale. 

È un compito che dobbiamo affrontare con lo stesso coraggio dei nostri padri, con fiducia, speranza, entusiasmo, senza mai lasciarci vincere dalla rassegnazione. Ricostruire significa anche servire il bene comune. Affidiamo alla Madonna della Consolazione questa speranza e, insieme a essa, il nostro impegno. Perché una città non cresce davvero quando cambiano soltanto le sue strade e i suoi edifici: cresce quando cresce la fiducia dei suoi cittadini nel proprio domani”.