Rende, commemorato al Teatro dell’Unical Giancarlo Cauteruccio

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Rende, commemorato al Teatro dell’Unical Giancarlo Cauteruccio


  27 maggio 2026 09:01

di MARIA PRIMERANO

Commemorato a Rende nel Teatro dell’Unical Giancarlo Cauteruccio, formidabile regista, attore, intellettuale, sperimentatore, creatore di magie di luce - da ciò il suo Teatro di Luce- applicando laser, computer e tecnologie, scomparso l’11 gennaio 2026, all’età di 69 anni.

Giancarlo Cauteruccio era un uomo in continua inquietudine, un uomo effervescente, che sfoderava dalla sua mente creativa sempre in ebollizione audaci accostamenti, escogitava allestimenti singolari plasmando, quindi, una nuova generazione di teatranti, ma anche di spettatori che, oltre al teatro, vivevano in comune la musica, il cinema e l’agitazione politica. Non a caso diceva: oggi è finita l’era del teatro fatto da teatranti e spettatori, oggi il teatro è condivisione di musica, recitazione, emozione.

A ricordarlo il Sindaco di Rende on. Sandro Principe, il prof. John Trumper, linguista britannico, studioso di dialetti italo-romanzi, e la sua famiglia Fulvio Cauteruccio, Anna Lufrano. L’evento è stato moderato da Franca Ferrami. Proiettata, tra la commozione dei presenti, la registrazione di “U jocu sta finisciennu”, lavoro teatrale tratto da  “Finale di partita”  di Samuel Beckett, tradotto in dialetto calabrese e interpretato dal regista scomparso.

Bellissimo il ricordo da parte dell’on. Principe che, in qualità di assessore alla cultura della Regione Calabria nel maggio 2005, ha ricordato come abbia conosciuto Giancarlo Cauteruccio  nel 2005, cui affidò la direzione del Magna Grecia Festival, un progetto di teatro che si sarebbe rivelato di grande e sfolgorante successo,  portato avanti in dieci siti archeologici della Calabria.

Il Sindaco di Rende ha anche annunciato di avere a cuore un progetto di cui aveva discusso con Giancarlo Cauteruccio, a sua volta desideroso di diventare cittadino di Rende e di acquistare una casa sul posto, e che prevede la costruzione di un teatro davanti al Museo del Presente, con chiusura della piazza, teatro dedicato all’opera lirica. Un’idea per commemorare Giancarlo Cauteruccio, che stava coltivando l’amicizia di giovani autori di opera lirica – da qui l’idea di fare un luogo per la nuova opera lirica a Rende – regista  che il Sindaco Principe ha definito “grande uomo, grande regista, un innovatore che ha fatto conoscere la Calabria nel mondo”.  Molto partecipati gli intervanti dei familiari. Molto interessato il pubblico presente.

Ma ricordiamo Giancarlo Cauteruccio così come lo ricorda la sua compagnia Teatro Krypton: Non solo regista e attore, ma anche scenografo, autore, artista visivo e docente, formatosi tra studi d’arte e di architettura, Giancarlo Cauteruccio è stato una delle grandi figure innovative della seconda avanguardia teatrale italiana. A partire dalla fine degli anni 70, ha dato vita a una ricerca radicale e riconoscibile, fondata sull’incontro fra teatro, arti visive, poesia, architettura e nuove tecnologie, mantenendo la centralità del rapporto fra corpo, spazio e parola.

Approdato a Firenze nel 1977 fonda Il Marchingegno, primo laboratorio di sperimentazione performativa, attivo fino al 1982, con interventi presentati in contesti artistici, museali e urbani di rilievo nazionale e internazionale. Da questa esperienza nasce la Compagnia Teatrale Krypton, oggi riconosciuta come una delle realtà più autorevoli del teatro di ricerca italiano. Trampolino di lancio sarà lo spettacolo Eneide con le musiche dei Litfiba che, dopo un lungo tour, viene presentato a “La Mama Theatre” di New York in occasione del festival Benvenuto new theatre Italy.

Fondamentale nella sua ricerca è stato il dialogo con  le opere di Samuel Beckett, avviato nel 1989 e sviluppato attraverso numerose messe in scena, tra cui Forse – Uno studio su Samuel Beckett, Giorni felici, Finale di partita, Atto senza parole, Non io; inoltre, nel 2004,  grazie alla sua straordinaria interpretazione de L’ultimo nastro di Krapp, entra nella terna del Premio Ubu quale miglior attore, nonché, viene premiato nel 2006, per il suo Trittico Beckettiano, dalla “Associazione Nazionale dei Critici di Teatro”. Riconoscimenti che, insieme ai molteplici attestati della critica italiana, testimoniano l’eccellenza delle sue regie dedicate al teatro di Beckett. Enorme successo di pubblico e di critica otterrà l’adattamento di Ubu c’è da Alfred Jarry, vincitore a Napoli del Premio Girulà e inserito tra le nomination degli “Olimpici del Teatro (ETI)”.

Insieme all’impegno sulla drammaturgia contemporanea, la sua ricerca ha attraversato la tragedia classica (Crash Trōades, da Euripide), il teatro di Shakespeare (La Tempesta), a cui vanno aggiunti la  frequentazione della migliore letteratura novecentesca (su tutti, Uno, nessuno, centomila di Luigi Pirandello) e un rapporto vivo con celebri artisti visivi. Centrale è stato anche l’uso della lingua calabra, adottata come materia sonora, poetica e identitaria, capace di riportare il teatro a una dimensione necessariamente arcaica.

Sin dagli anni Ottanta fondamentale nella sua poetica è stato il costante rapporto tra Teatro e Architettura, con i suoi interventi in spazi urbani, paesaggistici e archeologici, trasformati da piazze, fiumi, chiese, fortezze, siti industriali e monumentali in luoghi performativi. In questo ambito si collocano progetti speciali, installazioni e spettacolari azioni urbane che anticiperanno pratiche oggi diffuse di teatro site-specific e immersivo.

Parallelamente all’attività artistica, Cauteruccio ha svolto un’intensa attività di direzione e di formazione. Dal 1991 al 2015 è stato direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci, luogo e laboratorio di formazione attiva per il pubblico e per i giovani, assurto a punto di riferimento nazionale e internazionale, non solo per il teatro di innovazione e per i nuovi linguaggi, ma anche per un numero indimenticata di opere messe in scena e interpretati da lui stesso e da registi e attori di altissimo valore.

Cauteruccio ha anche fondato e diretto il Magna Graecia Teatro Festival e ha curato regie d’opera contemporanea per la Biennale Musica di Venezia e per il Maggio Musicale Fiorentino, la messa in scena de L’Oro del Reno di Richard Wagner, su commissione dell’ente lirico austriaco, nell’auditorium della Brucknerhaus di Linz, del Gilgamesh di Franco Battiato e della Sonnambula di Vincenzo Bellini per la regia di Pupi Avati, entrambe al Teatro dell’Opera di Roma.

I suoi lavori all’estero sono stati ospitati al Teatro Mossoviet di Mosca, a Documenta /sezione performance a Kassel, al festival Ars Electronica di Linz e a Berlino, Zagabria, Oslo, Valencia. Opere di video-teatro sono conservate presso gli archivi della Biennale di Venezia e della Triennale di Milano. Dal 2014 ha ideato e diretto laboratori sperimentali di Teatro/Architettura presso l’Università di Firenze e l’Accademia di Belle Arti di Perugia, lasciando un segno profondo nella formazione di nuove generazioni di artisti. Nel 2016 Giancarlo Cauteruccio viene nominato Professore accademico dalla Antica Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze.

Lasciata la sua amata Firenze nel 2021, Cauteruccio ritorna nei suoi luoghi di origine, dove firmerà opere di alto impegno civile (Chiamata alle Arti per Cutro. Arithmos KR46M0, sulla spiaggia della strage), storico (Il ritorno del soldato, da Saverio Strati, prodotta dal Teatro del Carro) e letterario (Luoghi sconfinati, installazione per il Centenario di Pier Paolo Pasolini sulla facciata del Teatro Politeama di Catanzaro)

Molti gli artisti, studiosi e drammaturghi che hanno preso parte ai progetti da lui ideati e diretti, tra cui: Billie Whitelaw, Irene Papas, Piera degli Esposti, Anna Bonaiuto, Leo De Berardinis, Roberto Carifi, Giuseppe Manfridi, Ornella Vanoni, Franco Battiato, Litfiba, 99 Posse, Giuliano Compagno, Achille Bonito Oliva, Alessandro Mendini, Carlo Bordini, Francesco Dal Co, Marco Palladini, Giovanni Sollima, Enrico Ghezzi, Orlan, Stelarc, Jean Baudrillard, Marc Augé, Mario Luzi.  "Giancarlo ci ha insegnato che il teatro non è un luogo da abitare, ma una soglia da attraversare. La sua ricerca e la sua visione continueranno ad essere guida e ispirazione per il nostro lavoro".

 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.