
Le Segreterie territoriali e le RSA di Crotone di FABI, FIRST CISL, FISAC CGIL, UILCA e UNISIN tornano a chiedere a BPER risposte concrete sul futuro della presenza del Gruppo a Crotone e in Calabria, a seguito dell’incontro urgente tenutosi lo scorso 10 luglio e richiesto dalle organizzazioni sindacali con il comunicato congiunto del 26 giugno.
Al centro del confronto con l’Azienda i lavori di ristrutturazione in corso nello stabile di via Vittorio Veneto, il conseguente trasferimento e accorpamento dei circa 50 lavoratori attualmente in via Napoli e, più in generale, le prospettive della presenza di BPER sul territorio.
Nel corso dell’incontro l’Azienda ha formalmente ammesso di non avere fornito alcuna informativa preventiva alle organizzazioni sindacali in merito all’avvio dei lavori di ristrutturazione e al progetto di accorpamento da via Napoli a via Vittorio Veneto. Ha inoltre riconosciuto le criticità determinate dallo svolgimento dei lavori durante l’orario di apertura al pubblico e in presenza dei lavoratori e della clientela. Le organizzazioni sindacali prendono atto di questa ammissione, che conferma le criticità già denunciate.
Il punto centrale del confronto ha riguardato la richiesta, ribadita con estrema fermezza, di istituire a Crotone un Polo di Lavorazioni Centralizzate, destinato ad attività di Help Desk, Back Office e FOL. Una proposta che ha l’obiettivo di difendere i livelli occupazionali e contrastare la desertificazione bancaria che ha colpito e continua a colpire duramente il territorio.
Attualmente oltre il 90 per cento delle lavorazioni di back office risulta concentrato sull’asse Modena-Bologna-Milano. Una centralizzazione estrema che, secondo le organizzazioni sindacali, contraddice gli stessi Piani industriali e il Bilancio di sostenibilità del Gruppo, nei quali vengono richiamati il valore dei territori e la coesione sociale. Senza scelte concrete e coerenti, questi principi rischiano di restare soltanto slogan.
La Calabria e Crotone meritano attenzione e rispetto. Sono territori che hanno creato valore per il Gruppo e che si sono posizionati stabilmente ai primi posti nelle classifiche BPER per produttività e qualità. Smantellare i presidi significherebbe disperdere un patrimonio di professionalità, competenze e risultati costruito nel tempo.
Investire su Crotone non rappresenta un favore. Significa garantire anche la business continuity, perché delocalizzare una parte delle lavorazioni consente di ridurre il rischio derivante da un’eccessiva concentrazione delle attività. Significa perseguire concretamente la sostenibilità, dal momento che sarebbe possibile riutilizzare asset patrimoniali già disponibili, a partire dall’immobile di via Napoli destinato alla dismissione. Significa, infine, dare seguito agli impegni ESG assunti dal Gruppo in materia di inclusione territoriale e contrasto alle diseguaglianze tra Nord e Sud.
«Concentrare oltre il 90 per cento delle lavorazioni di back office sull’asse Modena-Bologna-Milano - afferma Emilio Verrengia, coordinatore FIRST CISL BPER Banca Calabria/Sicilia - non può rappresentare l’unica prospettiva possibile. A Crotone ci sono professionalità, risultati e strutture che consentono di realizzare un Polo di lavorazioni centralizzate capace di tutelare l’occupazione e, allo stesso tempo, di rispondere a esigenze organizzative e di business continuity. Chiediamo a BPER di tradurre in scelte concrete i principi di coesione sociale, inclusione territoriale e contrasto alle diseguaglianze che richiama nei propri documenti programmatici. La Calabria ha dimostrato di saper creare valore per il Gruppo e deve poter continuare a farlo».
Nel corso dell’incontro l’Azienda ha spiegato che gli interventi previsti su Crotone rientrano in un più ampio piano nazionale di efficientamento e si è impegnata a sottoporre al vaglio del Top Management la proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali.
Per FABI, FIRST CISL, FISAC CGIL, UILCA e UNISIN, tuttavia, questo impegno non è sufficiente. Le organizzazioni chiedono una risposta formale e un cronoprogramma certo, affinché sia chiarito quale futuro BPER intenda assicurare alla propria presenza sul territorio.
La Calabria e Crotone non sono territori di serie B.
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