Rita Tulelli: “Ombre nella mente, cosa ci raccontano i serial killer sulla nostra società”

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Rita Tulelli: “Ombre nella mente, cosa ci raccontano i serial killer sulla nostra società”


  29 novembre 2025 07:03

di RITA TULELLI

Di fronte ai casi di cronaca nera più efferati, molti si chiedono come sia possibile che un essere umano oltrepassi il limite estremo dell’umanità. Per comprendere questi fenomeni non basta soffermarsi sull’orrore: occorre esplorare le dinamiche che si nascondono dietro i volti dei responsabili, spesso più complesse di quanto possa sembrare. Una delle caratteristiche più inquietanti è la capacità di molti serial killer di mostrarsi come persone del tutto comuni.
Sono spesso figure integrate nella comunità, capaci di ispirare fiducia. Questa falsa normalità è un guscio che permette loro di muoversi inosservati e di tenere separate le due metà della loro identità: quella pubblica e quella nascosta.La violenza seriale raramente nasce all’improvviso.
Spesso affonda nella combinazione di:

esperienze traumatiche,
sentimenti di isolamento,
fantasie disturbate coltivate nel silenzio,
piccoli comportamenti trasgressivi non riconosciuti in tempo. La ripetizione dei delitti, nei loro rituali e nelle loro modalità ricorrenti, rivela un bisogno di controllo e di conferma, come se ogni crimine servisse a ricostruire un fragile senso di potere interiore.Nonostante il disgusto o la paura, la società resta profondamente attratta da queste storie.
L'interesse nasce dal tentativo di capire l’incomprensibile: osservare il lato oscuro dell’essere umano ci permette di confrontarci con le nostre paure senza esserne travolti.
Leggiamo per capire, per proteggerci, ma anche per scrutare un abisso che, in fondo, speriamo di non incontrare mai. Studiare questi comportamenti non serve solo a ricostruire un profilo criminale, ma a riconoscere i segnali che precedono l’escalation di violenza.
Petulanti ossessioni, tendenze aggressive, fantasie inquietanti: piccoli indizi che, se colti in tempo, possono fare la differenza. La prevenzione nasce dalla capacità di leggere questi codici nascosti. Dietro ogni caso di cronaca nera esiste una vita spezzata, una storia interrotta troppo presto.
Se analizziamo il male, è per comprendere meglio come contrastarlo; se raccontiamo questi eventi, è per non dimenticare chi ne è stato travolto.
Al centro non ci sono mai i colpevoli, ma le vittime e la necessità di proteggere chi potrebbe diventarlo.

 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.