Sabatino Nicola Ventura: "Il 27 gennaio 1945 iniziò a finire un incubo"

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  27 gennaio 2026 18:37

di SABATINO NICOLA SABATINO 

“LA STORIA INSEGNA, MA NON HA SCOLARI” è una frase di Antonio Gramsci. Con questa estrinsecazione Gramsci intese sottolineare che l’umanità tende a ripetere periodicamente gli stessi errori, perché sottovaluta le lezioni del passato.

L’origine di tale asserzione, “storia maestra di vita” è di Cicerone, ma è a Gramsci che si attribuisce la variazione con l’attualità della valutazione.

Nel ricordare oggi, 27 gennaio 2026, Giorno della Memoria, quanto è stato di tanto grave e crudele commesso dai regimi totalitari dell’Italia e della Germania, in particolare dagli anni ’20 sino a quasi la metà del 900, (Un’attenzione specifica dovrà essere dedicata al Giappone di quegli stessi anni) si prova incredulità, sdegno e rabbia.

Com’è stato possibile che tanti milioni di uomini hanno assecondato, sostenuto, osannato criminali senza scrupoli, quali furono Benito Mussolini in Italia e Adolf Hitler in Germania? È una domanda che ha già ricevuto risposte dai massimi studiosi mondiali (psicologi, filosofi, antropologi, storici e via dicendo) ma che ancora ci interroga, considerando l’enorme tragedia, anche mondiale, che i due dittatori hanno causato. I due dittatori furono, infatti, capaci di coinvolgere la stragrande maggioranza dei popoli delle loro nazioni in una guerra mondiale (la seconda) che provocò, solo in Europa, dai 55 ai 60 milioni di morti fra militari e civili, a questi sono d’aggiungere alcuni milioni di feriti, (il numero non è stato possibile quantificare) dei quali tanti rimasti invalidi.

È da ricordare che Mussolini mandò a morire, già prima del ’40, tante migliaia di giovani nelle guerre di conquiste territoriali, e di colonizzazione (Africa, Albania). Le truppe italiane, guidate dal sanguinario Generale Rodolfo Graziani, si macchiarono di gravi delitti verso le truppe e i civili africani. Mussolini mandò a morire, “volontari”, tanti giovani in Spagna a fianco del Generale Franco, nuovo fascista, per distruggere il legittimo Governo democratico di quel Paese. In tale impresa si tuffò anche la Germania Nazista.

Lo sterminio, chiaramente dichiarato dal regime Nazista, programmato e “scientificamente” eseguito colpì esseri umani, particolarmente gli ebrei, ritenuti, anche per discendenza genetica, subumani. Ma colpì anche gli omosessuali, gli zingari, i comunisti e altri. Il fascismo di Benito Mussoli, condivise la scelta razzista di Hitler. (ricordo che i morti dei campi di sterminio sono stimati in oltre 6milioni).

In questo giorno della memoria non dovrà essere sottaciuto il razzismo fascista dell’Italia. È stato un razzismo antiebraico spietato. Mussolini “uccise”, nel profondo del loro essere, con crudeltà gli ebrei. Invito, soprattutto i giovani, a leggere le leggi razziali dell’Italia (1938). Ricordo anche, spesso dimenticato, il razzismo fascista verso le popolazioni dell’Africa colonizzata.

Il fascismo partecipò attivamente allo sterminio degli ebrei. Lo fece assicurando ai nazisti la cattura degli ebrei italiani, vedi il rastrellamento a Roma. Lo fece con centinaia di delazioni ai tedeschi, che procedettero, di conseguenza. all’arresto degli ebrei e alla loro deportazione. Lo fece durante la famigerata Repubblica Sociale Italiana, a totale servizio dei nazisti, favorendo, aiutando, rendendo possibile la cattura degli ebrei e la loro spedizione (erano pacchi stipati in vagoni merci) dalla stazione di Milano e non solo, ai campi di concentramento.

Sarebbe giusto, ancora oggi, fare i conti con le crudeltà del fascismo italiano.

È da ricordare o informare che uno dei più spietati razzisti italiani fu Giorgio Almirante, il Segretario per antonomasia del MSI (basterà leggere un po' di storia per saperne di più).

È opportuno informare che Almirante e un nutrito gruppo di ministri, gerarchi, dirigenti fascisti della Repubblica Sociale di Salò, diedero vita, nel dopoguerra, al Movimento Sociale Italiano (il MSI-la fiamma tricolore ora posta alla base del simbolo di Fratelli d’Italia, delle sorelle Meloni).

Il giorno della memoria, dunque, non riguarda solo il nazismo tedesco, ma, anche il fascismo italiano.

Torniamo alla frase di Gramsci, con la quale ho iniziato, per dire che quanto sta avvenendo da qualche tempo nel mondo della politica, dei governi di alcuni stati, ci deve preoccupare molto.

Posso dire che in Italia chi si pone in difesa della Costituzione, per promuoverla, non per ridurla a un feticcio, dovrà alzare nella qualità e quantità l’impegno politico, civile e culturale?

Posso dire che quanto sta facendo il Governo Meloni: riforme costituzionali (Presidenzialismo, Giustizia e altro) decreti leggi, esempio sicurezza, proposte di modifica della legge elettorale, sono tutti volti alla realizzazione di uno Stato autoritario? Credo di Si.

La Tirannia, diceva Aristotele, vuole i cittadini isolati e dissociati.

È facile affermare, dico, che tirannia e fascismo sono la stessa cosa, quanto oggi la destra estrema: ad esempio che Trump  è da collocare fra gli aspiranti tiranni perché professa, insieme alla sua corte, la negazione dell’uguaglianza politica e civile. Si adopera per imporre bavagli alle opinioni; piega ed umilia l’opposizione; usa le risorse pubbliche e le istituzioni dello Stato come strumenti privati (vedi polizia personale).

Scrive in un suo interessante libro Manuela Caiani “…il fascismo ritorna in una veste nuova. È fatto di movimenti nazionali di estrema destra collegati tra loro come in una rete globale di legami finanziari, ideologici e strategici tra i partiti di destra radicali…”

Chiudo con una frase, ancora, di Gramsci “CHI NON CONOSCE LA STORIA E’ CONDANNATO A RIPETERLA”.  

      


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