
di SABATINO VENTURA NICOLA
In merito alla imminente chiusura dell’ospedale Pugliese, che costituisce struttura sanitaria funzionante ed efficiente, e che eroga continue e quotidiane prestazioni sanitarie di qualità, localizzata nel centro della città di Catanzaro, e con cui verrebbe anche decretata la morte del centro della città, ho avuto incarico da numerose associazioni e privati cittadini, che considerano abnorme e illogico ed ingiusto il trasferimento dell’ospedale Pugliese a Germaneto, di dare vita ad un comitato che avversi, in ogni sede, l’annunciata e lesiva chiusura. A breve, pertanto, associazioni e privati cittadini e pazienti e segmenti della società civile, ad oggi immotivatamente esclusi da ogni tipo di partecipazione al presunto tavolo che sta decretando la morte dell’ospedale Pugliese, daranno vita al comitato che svolgerà iniziative dirette a frenare e ad impedire la chiusura del preziosissimo presidio sanitario cittadino. La chiusura dell’ospedale Pugliese, infatti, oltre che violare il diritto alla salute e all’assistenza sanitaria di una enorme parte della città e dei comuni limitrofi, che verrebbero incredibilmente negati, avrebbe, inoltre, conseguenze manifestatamente negative sul centro della città che sarebbe ancor di più svuotato e privo di contenuti.
Quanto riportato è la nota stampa del 20 ottobre 2015, firmata dall’Avv. Francesco Pitaro Presidente de Il Pungolo per Catanzaro.
Il Comitato si costituì rapidamente e, sotto la presidenza di Francesco Pitaro, svolse, per oltre un anno, una martellante attività a sostegno del mantenimento dell’Ospedale Pugliese in viale Pio X. Numerose, quasi quotidiane, furono le notizie stampa, sempre a firma dell’Avv. Pitaro, che informarono la cittadinanza dell’attività del Comitato. (consiglio di prendere contezza di quanto Pitaro e il suo Comitato fecero in difesa del Pugliese). Il Comitato, è giusto ricordare, ebbe il sostegno della stragrande maggioranza dei cittadini catanzaresi e della popolazione di tantissimi comuni del circondario. Il Comitato raccolse 10.000 firme a supporto della difesa del Pugliese. Va riconosciuto grande merito all’Avv. Pitaro e ai tant’altri che si collocarono a suo fianco. La battaglia del Comitato ebbe successo. Infatti, a fine 2016 il Consiglio Comunale votò l’atto deliberativo, proposto dalla Giunta Abramo, con il quale Catanzaro decise, nei termini e nell’opzioni contenuti nell’atto, per il mantenimento del Pugliese nell’attuale posizione, viale Pio X.
Catanzaro, in modo inequivocabile, da ben 10 anni, ha scelto: a tutt’oggi tale volontà non è stata revocata. La Regione è, pertanto, in possesso, da molti anni, delle determinazioni della città. Ma il mese scorso, sorprendentemente, con un atto, che ritengo di arroganza e di spregio della volontà del Consiglio Comunale, il presidente Occhiuto decise di bypassare la delibera della città, e di affidare alla Fondazione Politecnico di Milano uno studio di fattibilità al fine d’individuare e proporre una o più aree edificabile per un nuovo ospedale a Catanzaro. C’è, alla base di tale determinazione regionale, una motivazione addotta, non vera: una presunta inadempienza del Comune. E se anche così fosse, cosa assolutamente non vera, nulla ci azzecca Milano con il diritto all’autonome scelte di politica sanitaria ed urbanistica di Catanzaro. Catanzaro, come ricordato, con atto formale del Consiglio Comunale, ha già chiaramente scelto dove vuole il “nuovo ospedale”. Nessun Consiglio Comunale, compreso l’attuale, ha modificato tale decisione. Non mi risulta una diversa paventata scelta da parte del Sindaco Fiorita, che avrebbe avuto tutto il tempo, quattro anni, per chiedere al Consiglio Comunale una nuova pronuncia e la conseguenziale revoca della delibera del 2016. Ma anche nessun Gruppo Consiliare o singolo Consigliere hanno, ad oggi, avanzato formale proposta di abrogazione di quella delibera. La scelta del 2016 è, non potrebbe essere diversamente, pienamente valida e da rispettare quindi, parte integrante del progetto città, anche dell’Amministrazione Fiorita. (Il contesto immobiliare, la situazione topografica di un immobile, a maggior ragione quella di un ospedale di importanza regionale, sono, ovviamente, sempre in relazione con la situazione urbanistica generale di una città; nel caso in questione, di Catanzaro). L’Amministrazione Fiorita pertanto avrà sicuramente lavorato alla sua idea di città, tenendo ben presente questa scelta. Sarebbe illogico e grave, dopo quattro anni, metterla in discussione.
Non si comprende, di conseguenza, il perché la Regione abbia deciso di spendere circa 140.000 euro per affidare a tecnici della Lombardia, una competenza tutta di pertinenza di Catanzaro. (Le scelte di pianificazione urbanistica, di pertinenza comunale, sono state, obbligatoriamente, orientate anche dalla decisione di mantenere il Pugliese, vecchio, ristrutturato o nuovo, nell’attuale area di Pio X). La Regione che avrebbe potuto, in tutti questi anni, se avesse avuto motivi di riserva rispetto al deliberato di Catanzaro, chiedere al Comune ogni chiarimento sul perché della scelta. Non l’ha fatto. Si appropria di una iniziativa che dovrà essere respinta fermamente nella forma e nella sostanza.
Il Sistema Sanitario della città assume una particolare strategica importanza: tutela del bene salute ai cittadini e a quanti da ogni parte della Regione lo utilizzano; ricaduta sociale; caratterizzazione culturale della città; significativo rilievo economico. È pertanto facile capire quanto le scelte di politica sanitaria per Catanzaro sono fondamentali per un recupero e rilancio della città. (Sarebbe stato il primo doveroso impegno progettuale della Giunta e del Consiglio Comunale, ma, purtroppo, con molto rammarico, dobbiamo registrare la più totale assenza di pensiero: è un’amara constatazione). Anche i partiti, da anni, marcano una colpevole grave assenza progettuale.
Sulla vicenda nuovo ospedale a Catanzaro, bisogna constatare, grazie alla debolezza della politica cittadina, alla inconsistenza della Assise Comunale, che la tracotanza di Occhiuto continua ad avere buon gioco, con la connivenza dell’istituzioni della città e delle forze politiche.
L’incapacità politica dell’Amministrazione Comunale, priva di personalità, e dei partiti, resta il più grave problema: è alla base del non ruolo della città in ambito regionale. La non autorevolezza, pone Catanzaro nell’insignificanza. La vicenda “Pugliese” è una delle cartine al tornasole della inadeguatezza politica della città.
Per come è facile capire, l’incapacità dell’Amministrazione Comunale nell’assumere una precisa posizione contro la Regione, rivendicando la scelta che il Consiglio Comunale ha da tempo assunto rispetto alla vicenda nuovo ospedale, espone la città ad una ennesima scorreria. La scelta del 2016 è stata, in sostanza giuridica, amministrativa e politica, fatta propria dall’attuale Assise comunale; ma quest’aspetto di grande valore politico è stato, gravemente, taciuto.
Apprendo della nascita di un Comitato per il Pugliese, bene, ritorna, a distanza di dieci anni, l’impegno dei cittadini. il Consiglio Comunale dovrà tenerne particolare conto. Sono certo che l’amico Avv. Francesco Pitaro sarà del Comitato, con l’ardore che l’ha caratterizzato nella difesa del Pugliese.
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