
Ci sono luoghi che, anche quando smettono di essere utilizzati, continuano a vivere nella memoria di chi li ha attraversati. Per molti abitanti di Sangineto, la fermata ferroviaria è uno di questi.
Da qui nasce “Ridiamo il treno a Sangineto”, la petizione promossa da Luca Generoso per chiedere il ripristino della fermata ferroviaria del piccolo Comune della Riviera dei Cedri (FIRMA QUI). Una battaglia che, nelle intenzioni del promotore, non riguarda soltanto Sangineto, ma l’intero territorio costiero e la sua capacità di essere raggiunto, vissuto e valorizzato.
«Sangineto è un piccolo comune di circa 1.200 abitanti - spiega Generoso - ma in estate accoglie decine di migliaia di persone tra turisti, proprietari di seconde case, ospiti delle strutture ricettive e visitatori. La ferrovia esiste già. Chiediamo solo di poterla nuovamente utilizzare».
Per Generoso, quella stazione è un ricordo personale e, allo stesso tempo, collettivo: «Fin da quando ero bambino, la stazione ferroviaria di Sangineto ha rappresentato per me e per la nostra comunità un simbolo di connessione e sviluppo».
Un tempo arrivare a Sangineto in treno significava avere un collegamento diretto con il resto del territorio. La fermata era un punto di passaggio, ma anche un’occasione di incontro, un collegamento concreto con chi arrivava da fuori e una porta d’accesso per chi voleva conoscere la Riviera dei Cedri. Oggi quella porta è chiusa.
E la sensazione, racconta il promotore, è quella di un territorio che rischia di sentirsi sempre più isolato, proprio mentre avrebbe tutte le caratteristiche per puntare sul turismo.
Sangineto ha il mare, le spiagge, il paesaggio e un patrimonio culturale che potrebbe attirare visitatori durante tutto l’anno. Ma raggiungere una località turistica senza un collegamento ferroviario diretto può diventare complicato soprattutto per chi non dispone di un’automobile.
Una questione che riguarda il turismo, ma anche chi vive qui. La richiesta di riaprire la fermata non nasce quindi soltanto dall’esigenza di facilitare l’arrivo dei turisti. C’è anche una questione più quotidiana: quella della mobilità dei residenti, dei pendolari, degli anziani, dei giovani e di tutte quelle persone che non hanno la possibilità - o non vogliono - utilizzare necessariamente l’auto.
La chiusura della fermata, secondo i promotori, ha avuto ripercussioni anche sull’economia locale, dalle attività commerciali alle strutture ricettive, fino a tutto l’indotto legato alle presenze turistiche.
Nella documentazione alla base della petizione viene inoltre citato un dato attribuito a Confcommercio Calabria, secondo cui nel 2022 l’assenza di un accesso ferroviario diretto avrebbe contribuito a una diminuzione del 15% del turismo nell’area.
Un dato che meriterebbe naturalmente di essere verificato e contestualizzato, ma che restituisce comunque la preoccupazione di un territorio che vede nella mobilità uno degli elementi fondamentali per il proprio futuro.
La petizione non chiede necessariamente di immaginare, almeno nell’immediato, un servizio ferroviario completamente nuovo. La prima richiesta è molto concreta: verificare se e come sia possibile tornare a utilizzare la fermata esistente.
Tra le proposte c’è anche quella di una fermata stagionale nei mesi di maggiore afflusso turistico, una soluzione che potrebbe consentire di testare il servizio nei periodi dell’anno in cui Sangineto registra il maggior numero di presenze.
A questo si aggiunge l’idea di creare un collegamento autobus o navetta tra la stazione e Sangineto Lido, così da rendere realmente utile la fermata anche per chi deve raggiungere la zona costiera.
L’obiettivo più ampio è inserire Sangineto all’interno di un sistema di accessibilità ferroviaria capace di coinvolgere tutta la Riviera dei Cedri.
La petizione si rivolge al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, alla Regione Calabria, ad ARTCal, RFI, Trenitalia, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alle altre istituzioni competenti. Tra le richieste c’è innanzitutto una verifica tecnica da parte di RFI sullo stato dell’ex fermata e sugli eventuali interventi necessari per poterla riattivare.
Si chiede inoltre l’apertura di un tavolo tecnico che coinvolga Regione Calabria, Comune di Sangineto, ARTCal, Trenitalia e RFI, con l’obiettivo di valutare concretamente la fattibilità del progetto. Insomma, prima ancora di parlare di una riapertura, la richiesta è quella di sedersi attorno a un tavolo e capire cosa sia possibile fare.
Dietro la petizione c’è anche un’idea di turismo più sostenibile. Una fermata ferroviaria funzionante significherebbe, nelle intenzioni dei promotori, poter raggiungere Sangineto senza essere necessariamente costretti a prendere l’auto.
E questo potrebbe tradursi in meno traffico sulle strade, maggiore sicurezza, più possibilità di movimento per residenti e visitatori e una riduzione della pressione sulla viabilità nei mesi estivi.
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