Sanità, anche l'UMG di Catanzaro interviene al dibattito nazionale su "Idee nuove per un Ssn equo e sostenibile"

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La prof Marianna Mauro in collegamento nazionale

  29 giugno 2026 15:25

Un’alleanza strategica senza precedenti ha unito 15 prestigiosi atenei italiani (tra cui Bocconi, Politecnico di Milano, Università di Torino, Sant'Anna di Pisa, Tor Vergata e l’Università Magna Græcia di Catanzaro) per la redazione di un documento programmatico dal titolo “Idee nuove per un SSN equo e sostenibile”. Sviluppato e discusso in contemporanea in nove aule universitarie dislocate su tutto il territorio nazionale, il documento si propone come una delle più organiche e coraggiose proposte di riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) elaborate negli ultimi anni. L’obiettivo degli esperti e degli accademici è quello di ripartire da un concetto di sanità pubblica mettendo al centro il diritto alle cure, ripensando la governance di un sistema oggi schiacciato dal paradosso della transizione demografica, dall’aumento della cronicità e da finanziamenti non coerenti con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). La proposta mira ad introdurre un vero e proprio “ecosistema salute” multilivello che mette insieme prevenzione, continuità assistenziale, integrazione socio-sanitaria, partecipazione attiva dei cittadini e l'utilizzo strategico e predittivo dei dati.

La presentazione del documento è avvenuta nei giorni scorsi in due momenti distinti. La prima parte, di respiro nazionale, si è aperta con l'illustrazione della proposta di riforma del Servizio sanitario nazionale e si è successivamente articolata in una serie di interventi coordinati delle Università coinvolte nel progetto. Ciascun Ateneo ha approfondito specifici contenuti della proposta, evidenziandone le implicazioni e le possibili ricadute nei rispettivi contesti regionali. La seconda parte si è svolta in parallelo nelle diverse sedi universitarie aderenti all'iniziativa, dove sono state organizzate tavole rotonde e occasioni di confronto con i principali attori dei sistemi sanitari regionali. I momenti di discussione hanno consentito la raccolta di osservazioni, esperienze e proposte, favorendo un dialogo diretto tra il mondo accademico e gli stakeholder territoriali.

Focus Calabria: l’intervento dell'Università Magna Graecia con proposte strategiche per garantire il diritto alla salute
La proposta assume un valore emblematico e dirompente per le regioni che hanno vissuto la complessa stagione dei piani di rientro e del commissariamento. In particolare, il documento si riflette direttamente sulla realtà del Sistema Sanitario Regionale (SSR) della Calabria, offrendo una precisa linea guida strategica proprio mentre la Regione avvia il percorso di recupero della piena autonomia, dopo ben 17 anni di commissariamento, e in concomitanza con i primi segnali positivi di parziale recupero sulle liste d’attesa certificati dalle piattaforme. A livello nazionale, la prof.ssa Marianna Mauro, Professore Ordinario di Economia Aziendale e responsabile del Centro di Ricerca in Health and Innovation (H@I) dell'Università Magna Græcia, si è confrontata con i rappresentanti delle altre sedi universitarie e con gli oltre 300 partecipanti collegati all'evento, soffermandosi su una delle proposte di riforma destinate ad avere un impatto particolarmente significativo sul sistema sanitario calabrese: un nuovo modello di gestione delle risorse umane nelle Aziende sanitarie, fondato su una programmazione triennale dei fabbisogni e della formazione, sulla valorizzazione delle competenze attraverso reti professionali e gruppi multidisciplinari interaziendali e su strumenti capaci di rafforzare l'attrattività del Servizio sanitario, quali forme contrattuali più flessibili e incentivi economici per i profili professionali maggiormente critici. In Calabria la proposta potrebbe avere un impatto su tre problemi strutturali legati alla programmazione del personale: la carenza di professionisti, l’inefficiente distribuzione territoriale delle competenze e la cronica difficoltà di attrarre profili altamente qualificati. Dall’analisi della proposta emergono tre pilastri innovativi applicabili al contesto calabrese: la necessità di passare dalla carenza numerica alla gestione strategica delle competenze, superando il semplice "conteggio delle unità" in organico e spostando l’attenzione sulla pianificazione strategica. Per la Calabria si tratta di una svolta concettuale: il problema non è solo "assumere di più", ma sanare le distribuzioni non omogenee all'interno delle aziende sanitarie, evitare la concentrazione di specialisti in pochissimi presidi e coprire i servizi sanitari nelle aree interne e periferiche, migliorando la flessibilità organizzativa e la reale integrazione tra ospedale e territorio. La messa in rete e il "Team aziendale unico", considerando i medici e i professionisti sanitari come risorse di una rete di area vasta, anziché di singole unità operative rigide, rappresenta una risposta concreta per una popolazione dispersa come quella calabrese. Questo modello permetterebbe agli ospedali spoke di accedere a specialità rare, garantendo continuità assistenziale, diffondendo le competenze sul territorio e abbattendo le disparità geografiche. Per l'applicazione concreta, tuttavia, la sfida richiede forti e urgenti investimenti in telemedicina, sistemi informativi integrati e modelli organizzativi interaziendali. Ripartire da contratti flessibili per contrastare la carenza di medici: una misura innovativa del piano prevede la possibilità di assumere fino al 5% del personale con contratti atipici e retribuzioni superiori fino al 30% rispetto ai contratti ordinari. Per la sanità calabrese questa rappresenta una straordinaria opportunità (seppur non priva di rischi gestionali) per accrescere l'attrattività del territorio e portare nei reparti quelle professionalità e specializzazioni ad oggi difficilmente reperibili.
Nel corso della tavola rotonda che ha fatto seguito all'evento nazionale, coordinata dal prof. Rocco Reina, ordinario di Organizzazione Aziendale dell'UMG, il dibattito si è concentrato sul sistema sanitario della Regione Calabria. In una prima fase è stata tracciata una fotografia dello stato attuale del SSR, evidenziando gli importanti sforzi che la Regione sta compiendo per superare criticità strutturali che affondano le proprie radici in una lunga e complessa fase di difficoltà gestionale e organizzativa. Successivamente, la discussione si è focalizzata sul contributo che la proposta elaborata dal gruppo di lavoro potrebbe offrire al percorso di rafforzamento della governance e della pianificazione strategica del Servizio Sanitario Regionale, fornendo principi, strumenti e indirizzi utili ad accompagnare il processo di trasformazione e consolidamento. Alla tavola rotonda hanno partecipato: Gandolfo Miserendino, Direttore Generale Azienda Zero; Antonio Battistini,  Commissario ASP Catanzaro; Angelo Vittorio Sestito, Direttore Generale ASP Vibo Valentia; Maddalena Berardi, Direttrice Generale ASP Reggio Calabria; Simona Carbone, Commissario Straordinario Azienda Ospedaliera Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro; Tiziana Frittelli, Direttrice Generale Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. 

Il manifesto delle 15 università dimostra che la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale non si gioca solo sulle risorse finanziarie, ma anche e soprattutto sulla capacità di innovare i modelli organizzativi.
L’Università di Catanzaro è in prima linea con studi, analisi e proposte efficaci riconosciute a livello nazionale.  Per la Calabria, la sfida è raccogliere queste linee guida per trasformare la fine del commissariamento nell'inizio di una nuova stagione di efficienza e diritto alla salute.


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