
«Dietro i trionfalisti proclami sull’approvazione del nuovo Programma operativo e sull'imminente fine del commissariamento non c'è alcun miracolo gestionale, ma un'operazione d'apparato stretta sull'asse Roma-Catanzaro». È con queste parole che Elisabetta Barbuto, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, commenta gli ultimi sviluppi relativi al via libera giunto dal Consiglio dei Ministri sul Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Calabria.«Il sospetto, sempre più fondato – incalza l'esponente pentastellata – è che la sanità calabrese sia diventata la moneta di scambio in un negoziato politico tutto interno alla maggioranza di centrodestra, funzionale ad accelerare il disegno dell’autonomia differenziata caro al ministro Calderoli. Un'impostazione che rischia di far pagare il conto più amaro proprio ai nostri cittadini».
Al centro dell'attacco del M5S resta la profonda divergenza tra la narrazione istituzionale e la reale tenuta contabile della sanità regionale. «Siamo di fronte a veri e propri cortocircuiti normativi e gestionali – spiega Barbuto –. Da un lato assistiamo alle delibere firmate direttamente dal Governatore in veste di assessore alla Sanità, atti che risultano palesemente viziati da illegittimità visto che la Calabria si trova tuttora sotto gestione commissariale. Dall'altro ci troviamo davanti a un'improvvisa accelerazione di Palazzo Chigi, che ha licenziato in tutta fretta un Piano operativo confezionato all'ultimo minuto. Il problema è che questo documento poggia su fondamenta del tutto fragili: una sequenza di bilanci consuntivi del passato – come quelli dell'ASP di Reggio Calabria dal 2013 al 2021, del valore di oltre 8 miliardi di euro – approvati senza documenti contabili certi, ricorrendo a 'interviste' e valutazioni extracontabili e ignorando l'alt del Collegio Sindacale su tali marcate irregolarità».
Per queste ragioni l'azione del Movimento 5 Stelle prosegue su più fronti: «Insieme ai parlamentari Vittoria Baldino, Anna Laura Orrico e Riccardo Tucci e alla capogruppo regionale Elisa Scutellà, abbiamo depositato un circostanziato esposto-denuncia alla Procura della Corte dei Conti e alle Sezioni Centrali di Roma. Parallelamente, ho già protocollato un'interrogazione ad hoc in Consiglio Regionale per costringere il Presidente Occhiuto a chiarire la reale situazione finanziaria del settore».
«Mentre nelle stanze del potere si brinda a delibere approvate in extremis – conclude la consigliera del M5S –, nei territori la realtà quotidiana racconta tutt'altro: pronto soccorso sguarniti, liste d'attesa interminabili e la rete dell'emergenza-urgenza 118 al costante rischio paralisi. Il diritto alla salute non si baratta con le esigenze di propaganda della politica: pretenderemo trasparenza fino all'ultimo centesimo».
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