Sanità calabrese, l’appello di Cittadinanzattiva a Occhiuto: “Basta liste d’attesa”

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  20 settembre 2026 22:41

Con una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, Cittadinanzattiva Calabria APS lancia un forte e accorato appello affinché la gestione della sanità pubblica metta al centro la sensibilità umana e la dignità del paziente, superando le rigide barriere delle ideologie economiche.Prendendo spunto dalle intime e universali riflessioni di Silvio Berlusconi sul dramma e sulla fragilità della malattia – che azzera distanze, successo e differenze sociali – il Segretario Regionale di Cittadinanzattiva, Giuseppe Corrado, evidenzia come la sofferenza e la vulnerabilità debbano trovare nelle istituzioni una rete di protezione pronta e umana, e non un muro di burocrazia e attese.

"La politica ha il dovere morale di prevenire le fragilità e strutturare degli 'anticorpi' istituzionali affinché nessuno si senta abbandonato nella solitudine della propria malattia", dichiara Giuseppe Corrado nella missiva.L’associazione individua tre emergenze territoriali non più procrastinabili che violano quotidianamente la dignità dei cittadini calabresi:Liste d’attesa interminabili che costringono i pazienti a rinunciare alle cure o a ricorrere a un privato sempre più insostenibile.La piaga della mobilità passiva, che trasforma il diritto alla salute nei drammatici "viaggi della speranza" verso il Centro-Nord.La desertificazione medica nei borghi e nelle aree interne, che abbandona a se stessi gli anziani e i malati cronici.

Cittadinanzattiva Calabria APS chiede alla governance regionale un piano d'azione trasparente e immediato per abbattere i tempi d'attesa, potenziare i presidi territoriali nelle aree isolate e garantire standard d'eccellenza che fermino l'emigrazione sanitaria. In aggiunta le parole della Coordinatrice regionale rete aree interne Cittadinanzattiva Calabria APS, Susy Urso :"sono fermamente convinta che il più grande problema della Regione Calabria sia la mobilità passiva sanitaria, una ferita profonda ed un problema che drena centinaia di milioni di euro ogni anno dalle casse regionali verso la sanità del Centro-Nord.Se la Calabria riuscisse a trattenere questi fondi garantendo cure di qualità in loco, l'impatto economico e sociale sarebbe rivoluzionario. Riducendo il deficit e il debito sanitario, la Regione potrebbe finalmente abbassare le addizionali regionali IRPEF e IRAP, alleggerendo le tasse per cittadini e imprese."