
Satriano apre domani, sabato 4 luglio, il percorso del III Congresso Nazionale dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale. Alle ore 18:15, nel Chiostro dell’ex Convento del Centro Giovanile “Don Bosco e noi”, si terrà il Day Off di anteprima del Congresso, un appuntamento che assume un significato non solo culturale, ma anche istituzionale: la presenza dei quattro sindaci di Satriano, San Vito sullo Ionio, Torre di Ruggiero e Cardinale (Massimiliano Chiaravalloti, Antonio Tino, Vito Roti e Danilo Staglianò) accompagnerà infatti la ratifica dell’ingresso del Comune di Satriano nell’Accordo di Rete dell’Osservatorio.
Non si tratta di un semplice passaggio formale. L’adesione di Satriano rafforza un’idea di lavoro culturale costruita dal basso, dentro le comunità, nei luoghi dove la transizione digitale incide concretamente sulla vita delle persone: municipi, scuole, uffici pubblici, studi professionali, imprese, servizi sociali, sanità, percorsi educativi. L’Osservatorio nasce proprio con questa vocazione: portare il dibattito sull’intelligenza artificiale fuori dai soli centri specialistici, trasformandolo in una pratica condivisa di consapevolezza, responsabilità e formazione.
Il progetto, tuttavia, non si esaurisce nella dimensione territoriale. Accanto ai Comuni, l’Osservatorio coinvolge scuole, professionisti, ordini, mondo sanitario e università, tra cui l’Università eCampus, il cui Rettore, il prof. ing. Enzo Siviero, è presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio. Il programma generale del Congresso conferma questa impostazione plurale, con le giornate del 9, 10 e 11 luglio dedicate a scuola, sanità digitale e mondo delle professioni, tra San Vito sullo Ionio, Torre di Ruggiero e Cardinale.
L’originalità del progetto sta proprio qui: non separare la riflessione sull’innovazione dai luoghi reali in cui l’innovazione produce effetti, responsabilità e nuove domande di competenza. L’intelligenza artificiale non viene trattata come tema astratto o come moda tecnologica, ma come questione pubblica che riguarda la qualità delle decisioni, dei servizi, delle relazioni educative, del lavoro e della tutela della persona.
L’incontro di domani entrerà nel merito di questi temi con un taglio operativo. Francesco Pungitore, direttore dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, interverrà su “AI Act: cosa ricordare per le imprese e per gli Enti Locali”. Alessandro Carellario, amministratore delegato di Soluzioni Integrate Maggioli, affronterà invece il tema “L’AI ridisegna la pubblica amministrazione: la vera sfida sarà culturale”. A moderare l’incontro sarà il giornalista Giorgio De Filippis. I saluti istituzionali saranno affidati al sindaco di Satriano Massimiliano Chiaravalloti e all’assessore comunale alle Politiche sociali Pietro Curatola.
Al centro del confronto ci sarà l’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, che introduce un quadro di regole fondato sul rischio, sulla responsabilità e sulla tutela dei diritti. L’AI Act è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e diventerà pienamente applicabile il 2 agosto 2026, ma alcune disposizioni sono già operative: tra queste, dal 2 febbraio 2025, gli obblighi relativi all’AI Literacy, cioè all’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale.
Questo è uno dei punti più importanti per imprese, Comuni, professionisti e organizzazioni. L’AI Literacy non è un adempimento riservato alle grandi aziende tecnologiche. L’articolo 4 dell’AI Act richiede a fornitori e utilizzatori di sistemi di intelligenza artificiale di assicurare un livello sufficiente di competenze, conoscenze e comprensione a dipendenti, collaboratori e persone che usano sistemi di IA per conto dell’organizzazione. Il livello di formazione deve tenere conto delle competenze pregresse, del contesto di utilizzo, dei rischi e delle persone sulle quali il sistema può produrre effetti.
In termini pratici, questo significa che anche un ufficio comunale che utilizza strumenti di IA per redigere testi, analizzare documenti, gestire flussi informativi o supportare attività amministrative deve interrogarsi su procedure, responsabilità, tracciabilità e validazione umana. Lo stesso vale per una piccola impresa, uno studio professionale, un’associazione, un consulente, un docente, un operatore sanitario o un dipendente che usa strumenti come chatbot, generatori di testi, sistemi di sintesi, traduzione automatica, analisi documentale o creazione di contenuti. La Commissione europea chiarisce, ad esempio, che anche un’azienda i cui dipendenti usano ChatGPT per scrivere testi pubblicitari o tradurre contenuti deve informare il personale sui rischi specifici, come le cosiddette “allucinazioni” dei sistemi generativi.
Un tema collegato, particolarmente delicato per la pubblica amministrazione e per le imprese, è quello dell’AI Shadow: l’uso non governato di strumenti di intelligenza artificiale all’interno degli uffici, senza policy, autorizzazioni, valutazione dei rischi o consapevolezza sui dati caricati. Può accadere quando un dipendente inserisce documenti interni in un chatbot personale, quando un professionista usa un sistema esterno per elaborare atti o relazioni, quando un ufficio produce testi amministrativi senza verifica delle fonti o senza una chiara responsabilità finale. Il problema non è l’uso dell’IA in sé, ma l’assenza di regole interne: chi può usare cosa, con quali dati, per quali finalità, con quale controllo umano e con quale conservazione delle informazioni.
Per questo l’AI Literacy non coincide con un corso generico sull’intelligenza artificiale. Richiede un percorso più concreto: mappare gli strumenti utilizzati, distinguere usi consentiti e usi rischiosi, formare il personale, definire procedure interne, chiarire responsabilità, proteggere dati personali e informazioni riservate, evitare automatismi decisionali non controllati, imparare a verificare output, fonti e contenuti prodotti dai sistemi. La stessa Commissione europea indica come elementi minimi la comprensione di cosa sia l’IA, di quali strumenti siano usati nell’organizzazione, dei rischi connessi, del ruolo svolto dall’ente come fornitore o utilizzatore, e del contesto specifico in cui i sistemi vengono impiegati.
L’appuntamento di Satriano nasce dunque con una finalità precisa: offrire a cittadini, amministratori, professionisti e operatori un quadro chiaro, pratico e non astratto delle trasformazioni in corso. L’intelligenza artificiale sta già entrando nei processi decisionali, nella scrittura amministrativa, nella comunicazione pubblica, nei servizi, nella scuola, nella sanità e nel lavoro quotidiano. Comprenderla oggi significa evitare improvvisazioni domani.
Per queste ragioni, la partecipazione all’incontro di domani rappresenta un’occasione importante per chiunque voglia affrontare l’innovazione con strumenti adeguati, senza allarmismi ma anche senza superficialità. Il Day Off di Satriano inaugura il cammino del III Congresso Nazionale dell’Osservatorio con un messaggio chiaro: l’IA non riguarda solo il futuro, ma l’organizzazione concreta del presente. E i territori possono diventare il primo laboratorio di una cultura digitale responsabile, utile e realmente al servizio delle persone.
L’anteprima di Satriano aprirà il percorso del Congresso 2026, che proseguirà nelle giornate successive con un programma articolato il 9, 10 e 11 luglio. Il 9 luglio, a San Vito, il focus sarà su “AI e scuola: educare nell’epoca dell’IA”, con rilascio degli attestati UCIIM per docenti e studenti. Il 10 luglio, a Torre di Ruggiero, il Congresso affronterà il tema della sanità digitale e dell’innovazione del Servizio sanitario nazionale, con la persona al centro e con il riconoscimento di 11,4 crediti ECM. L’11 luglio, a Cardinale, la riflessione sarà dedicata all’intelligenza artificiale nel mondo delle professioni, con il coinvolgimento degli Ordini professionali e i patrocini di avvocati, ingegneri e architetti con CFP riconosciuti ai partecipanti. Tutti gli eventi del Congresso sono a partecipazione gratuita.
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