Scicchitano e Ferraina (Nuova era Girifalco): "Molte imprese non potranno partecipare e richiedere il tanto atteso “Bonus per contributi straordinari” stanziato dal Comune"

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Scicchitano e Ferraina

Nella nota viene precisato che "l’avviso pubblicato dal Comune prevede il rilascio del DURC, e considerato che per l'emergenza vi è stata la sospensione degli adempimenti  e/o dei versamenti dei contributi previdenziali, ciò rappresenta una discriminazione tra le aziende"

  17 dicembre 2020 18:13

"“Oltre al danno la beffa”.. Leggendo sui quotidiani locali l’entusiasmo e il compiacimento dei signori assessori Sestito, Giampà e del consigliere Olivadese, sorvolando sulle loro disattenzioni recenti rispetto all’economia locale (si è speso €.10.000,00 circa di arredo urbano e ciclamini, favorendo ditte forestiere) e ribadendo che l’idea, sponsorizzata dai gruppi di maggioranza, era quella di dare un aiuto concreto a chi versa in condizioni di particolare instabilità in questo periodo pandemico, occorre precisare alcuni aspetti". Così in una nota di Nuova Era di Girifalco firmata dal capogruppo Carolina Scicchitano e dal consigliere comunale Elisabetta Ferraina.

"Gli aspetti da precisare - prosegue la nota - sono: Molte imprese girifalcesi non potranno partecipare e richiedere il tanto atteso “Bonus per contributi straordinari” stanziato dal comune di Girifalco, e fortemente richiesto dalla minoranza,  per ristorare in parte le microimprese danneggiate dal “lockdown”; Si è constatato che “l’art. 3 comma f”  dell’avviso pubblicato dal Comune di Girifalco in data 11/12/2020 e con scadenza 28/12/2020, prevede il rilascio del DURC. Ebbene considerato che le  norme emergenziali da COVID-19 hanno disposto la sospensione degli adempimenti  e/o dei versamenti dei contributi previdenziali, e soprattutto che l’Inps è tenuto a rilasciare i Durc entro trenta giorni, quanto richiesto comporta notevoli discriminazioni per le aziende; Sappiamo tutti che il DURC è obbligatorio  per poter accedere ad agevolazioni, incentivi e sovvenzioni, ma in un periodo di emergenza sanitaria ed economica, moltissimi comuni  hanno attivato un’iniziativa similare senza richiedere il DURC. Ne deriva che per queste tipologie di aiuti, potrebbe non risultare un requisito essenziale. Persino i contributi a fondo perduto alle attività economiche previsti dal decreto “Ristori bis”, tramite le Agenzie delle Entrate e  lo stesso DPCM pubblicato in data 04/12/2020, che prevede l’assegnazione di contributi ai comuni delle aree interne per il sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali, non prevedono la richiesta del DURC  per l’erogazione del contributo ai destinatari finali.

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"Ebbene, - chiosano Scicchitano e Ferraina - se l’obiettivo del bando è quello di contribuire al mantenimento e al rilancio delle imprese/aziende,  costrette in base ai vari decreti ministeriali approvati a partire dal mese di Marzo a sospendere o limitare la propria attività durante l’emergenza sanitaria provocata dal virus Covid-19, la semplificazione burocratica era cosa necessaria e dovuta. Inoltre nelle riunioni dei capigruppo, convocate per discutere sui criteri  e sulle modalità operative  e attuative, era emersa  la volontà della minoranza di non inserire criteri discriminanti. Ma l’avviso pubblico è stato definito proprio nella seduta in cui, per cause già precedentemente comunicate e pubblicate, la minoranza è stata assente".

"Le determinazioni della maggioranza - si legge ancora sulla nota - non pare che abbiano prodotto il risultato così esaltato sui quotidiani! I signori assessori avrebbero fatto meglio a valutare un semplice dato: probabilmente le attività commerciali ed imprenditoriali già soffrono da anni situazioni di crisi economica che col Covid 19 avranno portato una situazione di quasi collasso. L’effetto più elementare è la probabile irregolarità rispetto agli obblighi contributivi. Come può una amministrazione non tenere conto di questo importantissimo aspetto sociale?".

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"Circa i criteri di calcolo del fatturato, il periodo temporale assunto come riferimento per il calcolo dello stesso è, a dir poco, infelice. Infatti, al fine di aiutare ulteriormente le nostre aziende, bene avrebbe fatto l’amministrazione e l’assessore al ramo, a prendere come unico riferimento il periodo di totale chiusura Covid, per come previsto dai vari DPCM. Viceversa, l’aver inserito anche il periodo estivo, può creare ulteriore discriminazione e svantaggio per i nostri operatori. Si denota infine - conclude la nota - una carenza funzionale anche rispetto al bando per i buoni spesa, specie con riferimento alla modulistica distribuita dal comune, che ha causato tanti disagi e dubbi, da richiedere note esplicative da parte degli uffici. Cosa anomala, considerato che in piena fase Covid, nei mesi di gestione commissariale, le stesse attività furono gestite dagli uffici senza alcun disagio!! Da ciò si desume che il contributo della componente politica è probabilmente “negativo”. 

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