Scuola a Catanzaro. I dirigenti delle superiori: "Pronti a rientrare il 31 gennaio, ma vanno incrementati i trasporti"

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images Scuola a Catanzaro. I dirigenti delle superiori: "Pronti a rientrare il 31 gennaio, ma vanno incrementati i trasporti"

  08 gennaio 2021 18:56

di CLAUDIA FISCILETTI

La richiesta fatta nei giorni scorsi dai rappresentanti degli studenti degli istituti superiori catanzaresi (LEGGI QUI), nonostante abbia trovato "sollievo" nell'ordinanza del presidente facente funzioni, Nino Spirlì, che ha disposto il prolungamento della didattica a distanza per le scuole secondarie di secondo grado fino al 31 gennaio, ha comunque messo in luce un problema che è sempre stato sotto gli occhi di tutto ma che, con tutte le restrizioni causate dalla pandemia, è divenuto di fondamentale importanza; il trasporto degli studenti con i mezzi pubblici.

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Problema che, gli stessi dirigenti scolastici degli istituti a cui appartengono gli studenti che hanno fatto l'appello, riconoscono e, anzi, ribadiscono come sia importante almeno raddoppiare le corse, soprattutto se verrà messo in atto il doppio scaglionamento di orari una volta attivata la didattica in presenza. "La questione è stata già discussa durante un incontro del 2 gennaio con i vertici dell'Usr e, mi sembra, che qualcosa a riguardo si stia smuovendo. Spero la Regione Calabria si impegni strenuamente per assicurare trasporti più adeguati", fa sapere Elena De Filippis, dirigente scolastica del Liceo Classico Galluppi che aggiunge come la dad stia funzionando ma con grande spreco di energie e che, quindi, avrebbe di gran lunga gradito il ritorno alla didattica in presenza già dall'11 gennaio, com'era stato previsto dal Ministero prima dell'ordinanza del Presidente f.f. Spirlì. "Mi auguro che venga fatta una campagna di vaccinale che possa essere indirizzata ai docenti, specie quelli di età più avanzata, mi auguro che tutto torni più o meno sotto controllo e, soprattutto, mi auguro che vengano controllati maggiormente i luoghi in cui i giovani si assembrano. Le scuole sono sicure, i luoghi giovanili di assembramento un po' meno", conclude la dirigente del Liceo Classico, facendo anche riferimento all'ordinanza con cui il sindaco Sergio Abramo ha disposto la chiusura di Villa Margherita fino al 31 gennaio, dalle 17 alle 24, per i troppi assembramenti (LEGGI QUI).

Un'osservazione, quest'ultima, ripetuta anche dalla preside del Liceo Scientifico Siciliani, Francesca Bianco: "Noi possiamo solo vietare assembramenti dentro la scuola, come richiesto dalle disposizioni ministeriali", spiega, illustrando come l'edificio che accoglie lo Scientifico a Catanzaro, Palazzo Petrucci, abbia quattro ingressi diversi, dunque, più adatti per entrate ed uscite distanziate, e ribadisce: "Quello dei trasposti è uno dei problemi più importanti che vanno risolti".

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Le sorti delle scuole superiori, in questi ultimi giorni, sono cambiate continuamente. Prima si era detto riapertura in presenza il 7 gennaio, poi l'11, fino ad oggi che, dopo l'intervento del Tar sull'ordinanza scuola di Spirlì (LEGGI QUI), è stata stabilita il 31 gennaio: "Le scuole lavorano da questa estate per adattarsi alle indicazioni ministeriali, però la sensazione che ho io, e immagino anche i miei colleghi, è quella di lavorare continuamente a vuoto a causa dei repentini cambiamenti che incontriamo ogni giorno in materia di ordinanze e disposizioni riguardo la gestione scolastica durante la pandemia", afferma la dirigente scolastica del Liceo Scientifico Fermi, Teresa Agosto, il cui istituto presenta circa il 60% dei pendolari e quindi studenti che non possono fare a meno dei trasporti: "In questo mese di tempo spero che il problema possa essere risolto per garantire a questi ragazzi si il diritto alla salute, ma anche il diritto allo studio".

"Quello in cui abbiamo più difficoltà è comunicare a studenti e famiglie in tempo reale le decisioni che vengono cambiate quasi giornalmente. Dal 20 dicembre al 5 gennaio abbiamo comunicato tre piani differenti", fa presente Luciano Gimigliano, vicepreside dell'Itas "Bruno Chimirri", che aggiunge: "In qualsiasi caso non siamo impreparati perché abbiamo provveduto ad avere un piano con tutte le norme anticovid previste per la scuola", conclude, dopo aver spiegato che anche nel loro caso sono state ricevute segnalazioni da parte degli studenti riguardo la problematica dei trasporti che non coprono le esigenze dei ragazzi. 

La situazione non cambia nemmeno all'Itts "Ercolino Scalfaro", dove il preside Vito Sanzo afferma: "Abbiamo ragazzi che provengono da tutto l'hinterland e, imporre loro di rimanere a scuola fino alle 15 o alle 16 quando l'ultimo bus che, ad oggi, hanno a disposizione è alle 14.15 è un problema". Il problema, ha spiegato il preside Sanzo, non è tanto quello di giungere fino a scuola ma quanto a rientrare a casa, non avendo mezzi di trasporto disponibili. E, a conclusione, in merito alle varie disposizioni e ordinanze che si sono succedute nell'ultimo periodo: "Noi eravamo pronti a rientrare già da giorno 7, poi l'ordinanza Spirlì ha inciso sul nostro piano organizzativo. Siamo, si, degli esecutori che però non si fanno cogliere impreparati, perché fortunatamente la nostra organizzazione ci consente di ovviare a questi continui cambi legislativi di cui siamo vittime".

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