
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rivolge un appello ai ministri del Merito e dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, e dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, chiedendo loro di risolvere l'incredibile “pasticcio burocratico” che si è creato dopo i corsi Indire per la specializzazione del sostegno "che vede diverse migliaia di docenti - che hanno conseguito il titolo all’estero e che hanno frequentato e superato con successo questi corsi presso diverse Università italiane, sostenendo anche dei costi economici – beffati e danneggiati perché si ritrovano con un’abilitazione di fatto inesistente per un difetto di natura burocratica. Queste migliaia di insegnanti - spiega Corbelli - avevano fatto accesso, con riserva, ai percorsi abilitanti 30 CFU per le classi di concorso su posto comune in quanto in possesso di specializzazione di sostegno presa all’estero. Il problema riguarda i percorsi di abilitazione da 30 CFU (ex art. 13 del DPCM 4 agosto 2023), destinati a chi è già abilitato o specializzato e vuole ottenere un’altra abilitazione in una classe di concorso diversa, con la speranza così di poter ottenere qualche incarico nel nuovo anno scolastico". Per migliaia di questi docenti, spiega Corbelli, "l’iscrizione era avvenuta “con riserva”, in attesa del riconoscimento del titolo estero da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). Ma per poter partecipare al corso Indire i docenti avevano dovuto rinunciare al contenzioso che avevano con lo stesso ministero. Per aderire a questa nuova forma di specializzazione, una sorte di sanatoria, infatti, il Ministero ha imposto ai docenti una condizione irrinunciabile: la rinuncia ufficiale alla domanda di riconoscimento del titolo estero che avevano chiesto in precedenza allo stesso Miur. Il risultato paradossale - sostiene Corbelli - è che adesso le Università che dovrebbero rilasciare questo attestato di abilitazione ai docenti si rifiutano di farlo se prima non c’è il riconoscimento ufficiale dello stesso Ministero (Miur o Università), con apposito Decreto ministeriale. Purtroppo - asserisce Corbelli - questa situazione paradossale ha giustamente preoccupato i tantissimi docenti che, nonostante abbiano frequentato e superato regolarmente i corsi Indire, si vedono con un pugno di mosche in mano, senza quel titolo che hanno conquistato e senza più alcun diritto al titolo conseguito all’estero, dopo la rinuncia imposta dal ministero, per consentirgli la partecipazione ai corsi Indire".
Ai ministri Valditara e Bernini (dovrebbe essere, nella fattispecie, questo ministero dell’Università a emettere questa circolare che elimina questo pasticcio burocratico) "viene chiesto perciò - sostiene Corbelli - un intervento di “buon senso”, riconoscere questo titolo estero in modo che le Università possano cosi, superando e sciogliendo la riserva, rilasciare il certificato di abilitazione, regolarmene conseguito dai docenti. Chiedo per questo ai due ministri di intervenire per superare questo pasticcio, fermo restando che i corsi Indire, promossi dallo stesso Miur, li considero una iniziativa giusta e meritoria”
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