
di MASSIMO LOMONACO*
“Esprimo enorme soddisfazione per la definitiva e piena assoluzione espressa dalla magistratura competente sulla vicenda “Catanzaropoli”.
È stata confermata la necessità di avere sempre e comunque fiducia nella giustizia, sia pure nella sofferenza che, ingiustamente, io è la mia famiglia abbiamo dovuto subire per lunghi 12 anni.
A tal proposito, mi corre l’obbligo di ringraziare il pool di legali, con in testa mio figlio Antonio, che mi hanno accompagnato in questo tortuoso percorso rassicurandomi che le conclusioni dell’iter giudiziario, come realmente avvenuto, sarebbero state a me favorevoli. Dispiace, al contrario, dover trovare conferma di quanto fosse strumentale la decisione dell’allora sindaco Sergio Abramo il quale mi ritirò le deleghe assessorili dallo stesso precedentemente affidatemi in ossequio ad un preciso impegno politico pre elettorale. Un gesto politicamente miope e moralmente inaccettabile che meriterebbe le sue scuse pubbliche.
La verità sottaciuta è che il sindaco Abramo mi riteneva un “assessore scomodo”, che svolgeva il suo compito solo badando agli interessi generali della comunità, giammai accondiscendente verso logiche di potere che il “sistema Abramo” indirizzava in maniera arrogante e subdola. Pare, per tanto singolare, che Abramo, responsabile di tali, riprovevoli comportamenti, dopo aver governato per vent’anni la nostra comunità lasciando una città stremata e allo sbando oggi sfacciatamente si riproponga allo stesso ruolo per il dopo Fiorita.
Sono certo che il centrodestra, in maniera unitaria, non prenda nemmeno in considerazione tale autocandidatura, volgendo lo sguardo alle tante autorevoli figure che quotidianamente con impegno e spirito di abnegazione operano nelle istituzioni, non mancando di volgere uno sguardo attento alla società civile ed al mondo delle professioni, ambito nel quale individuare la figura più adeguata al ruolo di sindaco della città capoluogo di regione.”
* Ex assessore Comune di Catanzaro
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