Separazione delle carriere, Greco: "Una questione di giustizia e responsabilità politica"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Separazione delle carriere, Greco: "Una questione di giustizia e responsabilità politica"
Orlandino Greco

  27 gennaio 2026 11:44

"In un momento in cui la questione della giustizia è tornata al centro del dibattito pubblico, la proposta di separare nettamente le carriere tra giudici e pubblici ministeri rappresenta qualcosa di più di una semplice modifica tecnica: è una sfida culturale e politica che tocca il cuore del rapporto tra cittadini e istituzioni.

La magistratura italiana, sin dalla riforma processuale che ha introdotto il sistema accusatorio, ha mantenuto un percorso unico per chi svolge le funzioni di giudice e chi invece indaga in qualità di pubblico ministero. Ma questa unità, per quanto storicamente fondante, ha generato nel tempo dubbi diffusi sulla effettiva terzietà del giudice e sulla percezione di imparzialità del sistema giudiziario da parte dell’opinione pubblica.

Separare le carriere non significa indebolire la magistratura, né tantomeno tornare indietro su conquiste costituzionali. Significa piuttosto dare più chiarezza alle funzioni e alle responsabilità interne al sistema giudiziario, affinché non restino ombre sugli equilibri indispensabili a una democrazia moderna. In questo senso, è una proposta che mette al centro il principio del giusto processo e l’idea che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni non può essere lasciata al caso.

Accanto a questa novità, la riforma propone un rinnovamento del Consiglio superiore della magistratura (CSM), con la creazione di due organi distinti — uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente — e l’introduzione del sorteggio per la scelta dei membri. I magistrati saranno selezionati tramite estrazione a sorte tra coloro che possiedono i requisiti di anzianità e funzione, così come i membri “laici”, scelti da un elenco predisposto dal Parlamento.

Questa innovazione mira a ridurre l’influenza delle correnti interne e dei gruppi di potere, rendendo l’autogoverno dei magistrati più rappresentativo e trasparente.

La discussione di questi giorni, e le forti reazioni politiche e istituzionali che essa genera, confermano quanto sia urgente che la politica affronti i nodi aperti della giustizia con senso di responsabilità e visione. Questo non è un tema di parte, ma un terreno su cui si misurano autonomia, equilibrio dei poteri e capacità riformatrice di chi ha la responsabilità di governare.

È inoltre importante spiegare ai cittadini perché questa riforma li riguarda da vicino: il sistema giudiziario tocca le vite di tutti, dalla sicurezza quotidiana alla certezza del diritto. Senza un giudice che in effetti sia e appaia terzo rispetto all’accusa, difficilmente si può parlare di giustizia piena e di libertà reale per ciascun individuo.

La politica deve quindi proseguire nel confronto serio, evitando semplificazioni e polemiche inutili, e portare avanti scelte che guardino oltre l’agenda elettorale. Perché una giustizia più efficiente, trasparente e credibile non è un obiettivo di parte, ma un bene indispensabile per il Paese".

Lo scrive, in una nota, il consigliere regionale  Orlandino Greco.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.