
L’eccellente operazione che ha portato al sequestro preventivo di beni per un valore stimato di circa mezzo milione di euro a carico di un imprenditore già condannato nell’ambito del maxiprocesso “Basso Profilo” rappresenta un segnale inequivocabile della presenza, della fermezza e della perizia dello Stato sul territorio.
A esprimere il più vivo apprezzamento e il plauso a tutti i poliziotti impegnati sono le Segreterie Provinciale e Regionale del COISP per voce del Segretario Generale Provinciale di Catanzaro, Francesco Spizzirri, e del Segretario Generale Regionale della Calabria, Raffaele Maurotti.
L’indagine patrimoniale, culminata nel provvedimento scaturito dalla proposta congiunta del Questore di Catanzaro e del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, ha disarticolato l’ossatura economica di un soggetto ritenuto organico alla ‘ndrangheta, capace di mettere a disposizione delle cosche un vero e proprio apparato di false fatturazioni per ripulire e moltiplicare capitali criminali. Tra attività d'impresa, quote societarie, immobili, conti correnti, polizze e beni di lusso, il provvedimento colpisce al cuore quel modello parassitario che soffoca lo sviluppo economico sano della Calabria.
«Desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato e della D.I.A. che hanno lavorato in perfetta sinergia per il raggiungimento di questo traguardo», dichiarano congiuntamente Francesco Spizzirri e Raffaele Maurotti.
Un encomio particolare va indirizzato oltre che ai colleghi della dia , vai ai colleghi della Sezione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Catanzaro. Parliamo di professionisti straordinari che operano lontano dai riflettori con un profilo specialistico e investigativo di prim’ordine. La caccia ai patrimoni illeciti, l'analisi certosina dei bilanci, l’individuazione delle sproporzioni reddituali e la ricostruzione dei flussi finanziari di riciclaggio richiedono competenze tecniche d’eccellenza, intuito e una dedizione incrollabile. I colleghi dell'Anticrimine hanno dimostrato ancora una volta di costituire un baluardo invalicabile contro la penetrazione mafiosa nel tessuto imprenditoriale».
Il sindacato dei poliziotti pone l'accento sulla valenza strategica delle misure di prevenzione patrimoniale nella lotta alla criminalità organizzata. «La ‘ndrangheta si combatte arrestando i sodali, ma si sradica togliendo loro la linfa vitale: il denaro. Privare le cosche dei patrimoni accumulati con l’illecito non è soltanto una sanzione economica, è la premessa per innescare un autentico circolo virtuoso. Quando questi beni vengono confiscati e restituiti alla collettività per finalità sociali o produttive legali, lo Stato vince due volte: ripara il danno subito dalla comunità e trasforma gli strumenti dell’oppressione criminale in risorse tangibili per la crescita, il lavoro pulito e il riscatto sociale del nostro territorio. Il COISP continuerà a sostenere con forza ogni poliziotto che, con sacrificio quotidiano, garantisce la legalità e la libertà della nostra regione».
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