
di SERGIO DRAGONE
A molti è sfuggito, probabilmente a causa del clima natalizio, il grande significato “politico” dell’incontro istituzionale del presidente dell’Us Catanzaro Floriano Noto con il Consiglio comunale di Simeri Crichi guidato dal sindaco Davide Zicchinella. Su una vasta area di 23 ettari a Simeri Mare, sorgerà la Casa del Catanzaro Calcio, un centro sportivo che ospiterà sia la prima squadra che le formazioni giovanili, diventando un po' quello che è Trigoria per la Roma. Forse anche qualcosa di più perché l’ambizione del patron giallorosso è quella di farne anche una grande struttura al servizio del “turismo sportivo”, dove magari grandi club del nord Europa potrebbero svolgere la loro preparazione precampionato.
Il sindaco Zicchinella, che non conosco personalmente, ha con molta intelligenza e fiuto colto questa straordinaria opportunità per il suo Comune, mettendo a disposizione del progetto tutto ciò che la sua Amministrazione potrà offrire in termini di servizi e infrastrutture. Non senza sottolineare che Simeri Crichi guarda a Catanzaro con rispetto e con la consapevolezza di fare parte di un’unica grande area urbana. D’altro canto, molte famiglie catanzaresi si sono stabilite a Simeri Mare che dista dal capoluogo appena quindici minuti d’auto. Questo significa fare il sindaco e avere una visione.
Un altro segnale importante verso la “Grande Catanzaro” è venuto dalla forte presa di posizione dei sindaci delle Serre che chiedono di staccarsi dalla Provincia di Vibo Valentia e tornare alla Casa Madre. Non sappiamo quali sviluppi istituzionali potrà avere la richiesta di Serra San Bruno e company, ma certamente rappresenta un’inversione di tendenza da non sottovalutare e semmai coltivare con intelligenza. Mi sarei aspettato dalle istituzioni catanzaresi un segnale di incoraggiamento che ovviamente non è arrivato da una politica cittadina dormiente.
Mi viene da sintetizzare con una battuta: la Grande Catanzaro la stanno facendo gli altri, mentre nel Capoluogo la questione non sembra interessare più di tanto, anzi non interessa per niente. Anche i buoni propositi d’inizio consiliatura si sono subito arenati dopo i primi timidi, incerti e forse non proprio convinti passi. Oggi il rapporto tra Catanzaro e i numerosi Comuni limitrofi o viciniori si limita alle competenze stabilite dalla Regione in materia di rifiuti e distribuzione del gas metano. Davvero troppo poco perché l’obiettivo dovrebbe essere quello di creare una sorta di “città metropolitana” di fatto, 130-140mila abitanti, in grado di alzare la qualità della vita dei residenti, ma soprattutto mettere in campo progetti di sistema in materia di turismo, trasporti, comunicazioni, sanità territoriale, protezione civile, cultura.
Eppure, la Grande Catanzaro non è solo una suggestione o un sogno. E’ l’unica via per evitare la progressiva e definitiva emarginazione di un Capoluogo sempre più svuotato di abitanti e funzioni, angustiato dai problemi del quotidiano e sempre più ininfluente politicamente. Prima o poi bisognerà trovare il coraggio di avviare concretamente il processo. Senza aspettare che lo facciano altri.
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