
"In merito alle dichiarazioni diffuse da Azienda Zero sulla tragica vicenda di Andrea, riteniamo doveroso richiamare l'attenzione su un principio fondamentale che non può essere offuscato da comunicati incentrati esclusivamente su tempi, procedure e aspetti burocratici.
Il servizio di Emergenza-Urgenza si chiama Soccorso Tecnico Urgente proprio perché la sua natura impone interventi tempestivi, efficaci e coordinati. La parola “urgenza” non è un termine amministrativo: significa che ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Per questo motivo, il sistema dell'emergenza territoriale non può essere valutato solo attraverso il rispetto formale di procedure o la mera esposizione di cronologie degli eventi.
Gli standard del soccorso sanitario si fondano su un principio imprescindibile: garantire la risposta più rapida possibile e assicurare che ogni anello della catena dell'emergenza operi con efficienza, competenza e capacità decisionale. Il soccorso non è burocrazia. Il soccorso è organizzazione, esperienza, formazione continua e conoscenza concreta delle dinamiche operative.
È inaccettabile che un'Azienda organizzata secondo logiche manageriali continui a parlare quasi esclusivamente di numeri, tempi e tecnicismi, e non di una riorganizzazione del sistema del Soccorso Tecnico Urgente sanitario.
Chi assume decisioni senza conoscere la realtà quotidiana del servizio di emergenza-urgenza rischia inevitabilmente di costruire un sistema distante dalle esigenze operative, compromettendo l'efficienza del soccorso e mortificando il lavoro degli operatori che ogni giorno, tra enormi difficoltà, garantiscono assistenza ai cittadini.
L'emergenza sanitaria non può essere governata esclusivamente da logiche amministrative. Servono competenze specifiche, esperienza maturata sul campo e una conoscenza diretta delle criticità che caratterizzano il sistema del 118. Le decisioni strategiche devono essere assunte da chi conosce realmente il significato del soccorso tecnico urgente e le responsabilità che esso comporta.
Come Organizzazione Sindacale SGB, ribadiamo che la tutela della salute dei cittadini passa attraverso una gestione dell'emergenza fondata sulla qualità dell'organizzazione, sull'ascolto degli operatori e sulla valorizzazione delle professionalità che quotidianamente operano in prima linea.
Se la risposta istituzionale a tragedie come questa continua a limitarsi alla difesa dell'apparato amministrativo anziché aprire una seria riflessione sull'organizzazione del servizio, significa che questa gestione ha ormai mostrato tutti i propri limiti.
Per questo chiediamo un profondo cambio di rotta, con una governance affidata a persone realmente competenti nel settore dell'emergenza-urgenza e del soccorso operativo.
Se chi oggi guida il sistema non è in grado di comprendere cosa significhi garantire un servizio di emergenza-urgenza efficiente, assumendosi fino in fondo le responsabilità che tale ruolo impone, allora esiste una sola scelta coerente: fare un passo indietro e lasciare spazio a chi possiede competenza, esperienza e conoscenza del soccorso.
Il soccorso non si misura soltanto con un cronometro. Si misura con la capacità del sistema di salvare vite umane. Ed è su questo che ogni organizzazione dovrebbe essere giudicata".
Lo si legge in una nota di Giancarlo Silipo per SGB CALABRIA
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