
"Non è ancora finito il calvario per i poliziotti coinvolti nel caso Shalabayeva, leali e valorosi Servitori dello Stato, una vita dedicata a un lavoro in cui i rischi sono tanti e subdoli, e i pericoli più grandi stanno proprio nelle ‘voragini giudiziarie’ in cui si può precipitare a causa dell’adempimento del proprio servizio. Dopo 13 anni, si deve attendere un appello ter in un procedimento che vede sotto accusa poliziotti dalle carriere specchiate, rispetto ai quali è assurdo anche solo immaginare un tradimento dei propri valori, la cui storia giudiziaria dimostra, ancora una volta, l’assoluta inadeguatezza delle tutele necessarie per chi svolge un lavoro ormai divenuto impossibile”.
Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo che la Cassazione ha oggi disposto un nuovo processo d’appello per i 5 poliziotti coinvolti nel caso Shalabayeva.
“Confidiamo che tutto finirà con la piena assoluzione dei colleghi – aggiunge – ma resta, insuperabile, l’amarezza di sapere che loro, come tanti altri colleghi, subiscono danni irreparabili, umani, familiari, e soprattutto professionali. E’ fuori di dubbio che il sistema non tiene conto della specificità del nostro lavoro, in cui l’uomo o la donna che indossano la divisa rischiano la vita e la salute, la serenità delle proprie famiglie, ma, su tutto, sono esposti a qualcosa che rischia di distruggerli nel profondo, e cioè l’attacco alla loro ‘funzione’, alla dignità di Servitori dello Stato, l’ombra gettata sulla loro fedeltà, sulla loro capacità, sulla loro onestà, sulla loro competenza. Dopo 13 interminabili anni, siamo ancora a discutere dell’operato di poliziotti che quotidianamente hanno dimostrato il loro valore, messo bellamente in discussione. Auspichiamo davvero che si possa pensare di tornare a procedimenti giudiziari affidati a chi abbia una preparazione e un’esperienza specifica per portare avanti un giudizio nei confronti degli operatori in divisa, persone alla quali, nella maggior parte dei casi finiti in tribunale, bisogna solo dire grazie”.
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