
In un’Italia che spesso alimenta narrazioni punitive e allarmistiche sulla criminalità minorile, arriva una notizia che riaccende la speranza e dimostra come la giustizia possa essere davvero riparativa, educativa e inclusiva. Il convegno "Voci di giustizia" ha dato avvio ad una collaborazione tra la Camera Minorile di Crotone e l'USSM di Catanzaro.
Oggi, infatti , diventa ufficiale, con la firma del 10 giugno 2026, il protocollo operativo stipulato tra l’USSM di Catanzaro e la Camera Minorile di Crotone, aderente all’Unione Nazionale Camere Minorili (UNCM), che ha l'obiettivo chiaro, coraggioso e profondamente umano, di realizzare azioni volte a promuovere l’inclusione sociale dei minori e giovani adulti che hanno commesso reati e si trovano nell’ambito territoriale del Distretto di Corte d’Appello di Catanzaro, sostenendoli nei loro processi evolutivi adolescenziali e nel loro reinserimento sociale e lavorativo.
Il protocollo non vuole essere un semplice accordo tra enti, ma un patto di responsabilità collettiva, un atto di fiducia nella capacità di crescita dei giovani, nel loro diritto a un futuro diverso da quello disegnato da un reato. Il testo del protocollo lo dice con chiarezza istituzionale ma anche con una profonda sensibilità. Gli interventi sono mirati a stimolare la consapevolezza del minore nei confronti del suo comportamento antisociale, promuovere processi di responsabilizzazione, favorire il superamento di quelle condizioni di difficoltà personale e/o socio-familiare che hanno prodotto la commissione del fatto/reato. In questo disegno di giustizia, la Calabria agisce con una rete di collaborazione che unisce il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, il terzo settore, il mondo del lavoro e gli operatori del diritto, in un’ottica interistituzionale che tiene conto del contesto di vita del minore, delle sue relazioni significative, ampliando la rete di collaborazione tramite il progressivo coinvolgimento anche di altri attori.
Il cuore umano di questo protocollo è rappresentato dal numero di giovani che potranno beneficiare di percorsi strutturati, fino a 50 minori e giovani adulti potranno essere segnalati dall’USSM nell’arco di un anno per accedere a percorsi di educazione alla legalità e prevenzione dei comportamenti a rischio.
Non sono “casi” da archivio, sono vite, giovani tra i 14 e i 18 anni, estesi fino al 25° anno di età, spesso fragili, spesso soli, spesso giudicati prima di essere conosciuti. La Camera Minorile si impegna ad accompagnare il minore, congiuntamente all’USSM, nell’esperienza di risocializzazione, in un clima di rispetto, riservatezza e fiducia reciproca, attraverso attività e percorsi tesi a favorire percorsi di rivisitazione critica degli agiti antigiuridici per proiettarli verso un futuro improntato alla legalità. La credibilità di questo accordo si misura in ciò che concretamente verrà offerto ai giovani, a partire dalla conoscenza della storia di vita di ogni ragazzo non solo per il reato ma per il loro vissuto. La Camera Minorile di Crotone, attraverso azioni gratuite ed il proprio personale intende realizzare percorsi formativi e/o di sensibilizzazione inerenti ai temi della legalità e della prevenzione dei comportamenti a rischio dei minori e giovani adulti che verranno segnalati dall’USSM di Catanzaro.
Tutto è gratuito, senza vincoli di subordinazione, solo collaborazione volontaria per un fine comune, il recupero ed il reinserimento sociale dei minori e giovani adulti dell’area penale. In questo quadro di eccezionale impegno civile, il buon lavoro della presidente Avv. Francesca Parise della Camera Minorile di Crotone emerge come elemento centrale e ispiratore. La Presidente Parise, con la sua leadership competente e sensibile, ha reso possibile l’avvio di un rapporto di collaborazione a favore dell’utenza penale minorile ed intende a trasformare la Camera Minorile in un luogo di riferimento per i ragazzi dell’area penale minorile con la finalità di supportarli nel loro naturale processo di crescita sostenendone il recupero sociale.
L’operato della Presidenza incarna quella professionalità che combina rigore tecnico e sensibilità umana, capace di tradurre norme in percorsi di vita concreti. Attraverso il protocollo stipulato tra l’USSM e la Camera Minorile di Crotone viene riconosciuto il contributo del terzo settore nell’attuazione di progetti di crescita e di integrazione sociale, avviando un rapporto di collaborazione proficua tra il privato sociale e gli operatori del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità impegnati nell’ambito dell’esecuzione penale.
Questo protocollo non nasce nel vuoto, ma è sorretto da una solida base normativa che include il D.P.R. 22 settembre 1988 n. 448 sulle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni, il D.Lgs. 28 luglio 1989 n. 272 sulle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del D.P.R. 448/1988, la Legge 28 agosto 1997 n. 285 sulle disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza, la Legge 8 novembre 2000 n. 328 sulla legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, il Decreto n. 121 del 2018 sulla disciplina dell’esecuzione delle pene nei confronti dei minorenni, la Legge n. 159 del 13 novembre 2023 sulla conversione in legge con modificazioni del decreto-legge 15/09/2023 n. 123 recanti misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale.
Ma ciò che rende questo accordo unico non è la normativa, bensì la volontà di metterla in pratica con coerenza, con risorse condivise, con una rete di attori che credono che il preminente interesse del minore non sia un principio astratto ma un criterio guida per ogni decisione, ogni intervento, ogni progetto. Il protocollo avrà durata di due anni a partire dalla data della sottoscrizione, ossia dal 10 giugno 2026, e potrà essere rinnovato previa verifica congiunta da parte delle amministrazioni interessate. Non è un contratto a termine, ma un investimento sul futuro, con la consapevolezza che i risultati si vedranno nel tempo, con azioni congiunte, con monitoraggi, con verifiche, con la pazienza di chi crede che ogni giovane possa cambiare. In un’epoca di narrazioni che spesso dividono, che giudicano prima di conoscere, che puniscono senza guarire, questo protocollo è un atto di coraggio civile.
È la prova che la giustizia può essere riparativa, che il reinserimento sociale è possibile, che i giovani che hanno commesso un reato non sono etichette ma persone con una dignità ed un diritto fondamentale, quello di crescere, di imparare, di diventare adulti responsabili. Con questo accordo si vuole stimolare la comunità tutta a riflettere sull'importanza dell'essere comunità attiva sul territorio che si prende cura dei propri giovani attraverso un'azione sinergica. Questo protocollo rappresenta non solo un successo istituzionale, ma un messaggio di speranza per tutti i minori e giovani adulti che si trovano nel circuito penale, perché c’è qualcuno che crede ancora in loro e che è disposto a investire risorse, tempo e cuore per aiutarli a cambiare strada.
È un messaggio che dovrebbe essere condiviso, conosciuto, riprodotto. Perché la giustizia che recupera e “guarisce” è quella che vede il giovane non come un reato, ma come una PERSONA. Perché ogni ragazzo che entra nel circuito penale non dovrebbe essere condannato a un futuro segnato, ma dovrebbe avere una luce che lo orienti. Ed è questo ciò a cui la giustizia minorile vuole e deve tendere.
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