
"Ora che ho finalmente vinto la mia battaglia grazie all'oncologo Pasquale Montilla, consulente dell'Ona, ho capito che la salute non è un diritto garantito"
13 marzo 2026 14:48di STEFANIA PAPALEO
"Sono tornato dal confine della morte e ora vi dico: "Fate screening". E' un uomo nuovo Giovanni Monte, il blogger di Crotone finalmente uscito dall'incubo iniziato nel febbraio del 2007 con un sintomo apparentemente isolato, difficoltà a deglutire, che, solo dopo una gastroscopia, scoprì essere stato provocato dalla malattia "Acalasia esofagea", patologia rara dell'esofago". Da lì il lungo calvario tra medici e medicine che, nel 2017, lo vede paralissarsi per ben otto mesi. A ottobre dello stesso anno, un'embolia polmonare con strascici ancora oggi presenti. Quindi la sindrome di Guilluan-Barrè. Il coma. Le sofferenze. E nessuna diagnosi reale. Salvo scoprire solo di recente che il suo corpo era pieno di metalli pesanti. "Eppure non ho mai lavorato alla Pertusola, la mia unica "colpa" è stata quella di abitare in un territorio classificato come SIN (Sito di Interesse Nazionale) segnato da contaminazione ambientale storica, ovvero nei pressi dell'area Sin di Crotone", racconta Giovanni Monti tra rabbia e determinazione ad andare fino in fondo alla vicenda adesso che finalmente ha vinto la sua battaglia grazie all'oncologo Pasquale Montilla, consulente dell'Ona, l'Osservatorio nazionale ambiente che ha preso in carico a tutela legale e sanitaria il caso clinico esaminato dopo "second opinion" specialistica.
Il presidente Ona Ezio Bonanni e l'oncologo Pasquale Montilla
"Ho attraversato il mondo della malattia fino al limite del confine, il coma, e quando torni indietro da quel luogo capisci che la salute non è un diritto garantito ma una battaglia": continua così il suo racconto drammatico Giovanni Monte, ricordando la fase più grave con la comparsa della sindome di Guilluan-Barrè, malattia neurologica autoimmune che può evolvere rapidamente fino alla paralisi e alla terapia intensiva. "E'stato un calvario - dice - Mesi sospesi tra la vita e il silenzio. Adesso ho deciso di eseguire accertamenti diagnostici ad indirizzo tossicologico suggeriti dal team di specialisti dell'Ona di Roma dopo una richiesta di seconda opinione clinica che ha permesso di identificare nel mio corpo metalli tossici ad indirizzo neurotossico". E tutto questo grazie agli esperti dell'Ona "che non si sono limitati agli aspetti clinici - sottolinea il blogger - ma hanno ascoltato anche il peso umano della malattia, i disagi esistenziali che nessun esame riesce a misurare".
Secondo l'oncologo Montilla, infatti, nelle aree SIN vengono puntualmente ignorate le linee guida di prevenzione dell'OMS e dell'IARC in ambito tossicologico e radiotossicologico su specie umana ed è per questo che il caso del blogger crotonese riaccende il dibattito sulla mancata prevenzione sanitaria nei territori contaminati, tanto che solo dopo anni di malattie nel corpo di Giovanni Monte sono sate trovate tracce di contaminanti ambientali. Ecco perchè ora quest'ultimo lancia un appello forte ai cittadini per scongiurare il rischio di entrare nel desolato arido mondo della malattia. "Nel mio corpo c'erano contaminanti che mi hanno fatto ammalare", urla a gran voce il blogger che denuncia: "Esiste un sistema che ha impedito di proteggerci. Non fidatevi di chi istituzialmente vi ha lasciato soli. Informatevi, fate screening tossicologici, ragionate con senso critico perchè - conclude - quando attraversi quel confine capisci che la prevenzione è l'unica vera difesa".
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