SMEET, il cinema protagonista a Catanzaro: Aurora Ruffino inaugura la prima edizione

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  24 ottobre 2026 12:45

di IACOPO PARISI

Un ritorno alle proprie radici, tra ricordi d'infanzia, cinema e sogni da inseguire. Aurora Ruffino è stata la protagonista della prima serata di SMEET – Meeting del cinema nel Sud Mediterraneo, che venerdì 23 ottobre ha aperto la sua prima edizione al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro. L'attrice, torinese di nascita ma profondamente legata alla Calabria, ha incontrato il pubblico raccontando il proprio percorso artistico e il rapporto speciale con la terra dei suoi nonni, prima di accompagnare gli spettatori alla proiezione di Io non ho paura di Gabriele Salvatores. Un appuntamento che ha concluso una giornata dedicata alla formazione di dodici giovani autori, arrivati da tutta Italia per confrontarsi con professionisti dell'industria cinematografica.

Per l'attrice, quella di Catanzaro non è stata soltanto un'occasione per incontrare il pubblico, ma anche per ritrovare una parte importante della propria storia personale. Nel corso del talk, condotto da Mattia Canino e Aleandro Grandinetti, Ruffino ha raccontato un legame mai interrotto con la Calabria, dove ha trascorso parte della sua infanzia insieme ai nonni originari di Guardavalle: "Crescendo mi sono sempre sentita forse più calabrese che torinese. In qualche modo il mio cuore è sempre rimasto qui". Un ritorno reso ancora più significativo dalla possibilità di confrontarsi con giovani che sognano di intraprendere la sua stessa professione. "Ho iniziato a diciannove anni, ho studiato tanto, ci è voluto coraggio e ho dovuto prendere decisioni che non sono state facili", ha ricordato, augurandosi di trasmettere ai ragazzi la determinazione necessaria per continuare a inseguire i propri obiettivi.

La serata è proseguita con la proiezione di "Io non ho paura", il film di Gabriele Salvatores tratto dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, una storia che occupa un posto speciale nei ricordi dell'attrice. Ruffino ha raccontato di averlo scoperto sui banchi di scuola, quando in terza media, dopo aver letto il romanzo, andò al cinema con i compagni per vedere il film. Un'esperienza che l'aveva profondamente colpita, soprattutto per il modo in cui la vicenda del piccolo Michele racconta la perdita dell'innocenza e la scoperta delle contraddizioni del mondo adulto. Agli occhi del protagonista, infatti, gli adulti smettono di essere soltanto figure di protezione e amore, mostrando anche un volto capace di crudeltà. Ed è proprio attraverso il coraggio di Michele, deciso ad aiutare Filippo, che emerge quel senso di umanità che gli adulti sembrano aver smarrito. Una riflessione che ha accompagnato il pubblico verso la visione di un film capace, ancora oggi, di interrogare lo spettatore sul significato del coraggio e della solidarietà.

L'incontro con Aurora Ruffino ha rappresentato il momento conclusivo di una giornata che, fin dalla mattina, aveva visto il San Giovanni trasformarsi in un luogo di confronto e lavoro per dodici giovani autori, tra cui tre calabresi, selezionati tra trecento candidature. I partecipanti hanno lavorato sui propri progetti cinematografici affiancati da sceneggiatori affermati e professionisti del settore, ricevendo indicazioni e suggerimenti per sviluppare le loro storie. Un percorso che proseguirà fino a domenica 25 ottobre, quando avranno l'opportunità di presentare i propri progetti a quindici tra le più importanti società di produzione italiane.

Un primo bilancio positivo, come confermato da Alessandro Grande, curatore della sezione Formazione e Industry. "Il primo giorno è andato molto bene, siamo assolutamente soddisfatti. I dodici autori hanno lavorato a stretto contatto con professionisti che operano nel cinema da tantissimi anni, ricevendo consigli importanti per le loro storie", ha spiegato Grande, sottolineando come la formazione rappresenti un passaggio imprescindibile per chi desidera intraprendere questa professione. "Il talento senza formazione rischia di rimanere inespresso. C'è bisogno di coltivarlo, di perfezionarsi e di lavorare quotidianamente per cercare di superarsi". Una necessità che, secondo il regista, non riguarda soltanto chi muove i primi passi, ma accompagna anche i professionisti già affermati, chiamati a mettersi continuamente alla prova.

L'ambizione di SMEET, tuttavia, va oltre le singole giornate del festival. A delinearla è Mauro Lamanna, curatore della sezione Film sul Mediterraneo, che guarda alla manifestazione come al primo tassello di un progetto destinato a crescere. "Quello che stiamo cercando di fare è offrire al territorio la possibilità di inserirsi all'interno di un discorso nazionale e internazionale di grandissime eccellenze. Questo è il nostro anno zero, ma siamo sicuri che da qui potrà nascere una nuova generazione di cineasti che arrivano da tutto il mondo a Catanzaro e di altri che da Catanzaro si formano per andare in giro per il mondo". Un sogno condiviso con Alessandro Grande e Luca Marino, nato anche dal desiderio di mettere a disposizione delle nuove generazioni quella rete di relazioni e opportunità che gli stessi promotori avrebbero voluto trovare da ragazzi.

Una prospettiva che si intreccia con la volontà dell'amministrazione comunale di investire nella cultura come motore di sviluppo e occasione di incontro. Donatella Monteverdi, assessora alla Cultura del Comune di Catanzaro, ha evidenziato il valore di un'iniziativa capace di portare in città giovani talenti da tutto il Paese e metterli in relazione con importanti realtà produttive. "È una cosa molto importante, che porta la Calabria al centro di nuovi modi per aiutare il mondo del cinema", ha dichiarato, richiamando anche la scelta di affiancare alle attività formative le proiezioni serali aperte alla cittadinanza. "Un progetto che si rivolge soprattutto alla formazione, all'impresa culturale, di cui la Calabria ha molto bisogno, ma in un clima nel quale vogliamo che la città trovi nuove occasioni di incontro".

Tra il lavoro dei giovani autori e il confronto con il pubblico, la prima giornata di SMEET ha così tracciato le coordinate di un'iniziativa che punta a fare di Catanzaro un luogo di formazione e incontro per il cinema. Il programma proseguirà questa sera, sabato 24 ottobre, con Cristiano Caccamo, noto attore originario di Catanzaro, protagonista del secondo appuntamento dedicato agli incontri con il pubblico. La manifestazione si concluderà domenica 25 ottobre, quando i dodici autori selezionati presenteranno i propri progetti cinematografici alle quindici società di produzione coinvolte nel percorso.