
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul problema dell’uso dei social media da parte dei minori, manifestando totale condivisione, apprezzamento e sostegno per l’iniziativa del governo Meloni che si appresta a vietare l’accesso a social network e piattaforme video ai minori di età inferiore ai 15 anni.
“Giustissimo vietare i social media ai minori di 15 anni, come si appresta a fare il governo Meloni e come sempre più Paesi europei si apprestano a fare o hanno già fatto. Questa è la fondamentale prevenzione da fare per tutelare i minori e scongiurare altre tragedie. Tra progetti di legge in discussione e provvedimenti già approvati, Grecia, Francia, Spagna, Danimarca, Norvegia e Portogallo si sono, infatti, già attivate per tutelare i minori e non esporli a rischi oltre che di salute, come disturbi del sonno, ansia, diminuzione della capacità di attenzione, ai pericoli reali di cyberbullismo, adescamenti tramite la rete e tutta una serie di altri contenuti dannosi. Il provvedimento che sta per varare il governo italiano , quindi, è non solo opportuno ma inevitabile e urgente alla luce dei tanti fatti di cronaca che vedono coinvolti sui social proprio i minori, come dimostra l’ultimo caso della professoressa di francese accoltellata a scuola da uno studente 13enne, a Trescore Balneario (Bergamo), con il video dell’aggressione trasmesso dallo stesso ragazzino in diretta sul suo profilo! Fa bene, perciò, il governo ad accelerare l’iter per l’approvazione del ddl per vietare l’uso dei social agli under 15, con, come ha annunciato nei giorni scorsi, il ministro dell’Istruzione del Merito, Giuseppe Valditara, un modello originale e innovativo.
E’ questa, infatti, una priorità assoluta. Bisogna fare presto. Più rapidamente si interviene è meglio è per prevenire qualche altro brutto, grave e, in alcuni casi anche, tragico episodio. I minori e i bambini vanno protetti di fronte ai rischi e al pericolo concreto dei social quando essi vengono utilizzati in modo distorto, fuorviante, spregiudicato e violento e, nel caso, soprattutto, degli adolescenti, senza avere alcuna contezza e consapevolezza della minaccia reale rappresentata da questi nuovi strumenti di comunicazione.
La bozza del ddl, come è stato anticipato, consta di dieci articoli. Si sta valutando anche di abbassare ancora di un anno l’età dei minori, portando da 15 a 14 il divieto di accesso ai social. Sono misure assolutamente condivisibili e sensate che vanno nella direzione giusta che è quella della prevenzione, per cercare di scongiurare il ripetersi di altri drammatici casi legati proprio all’uso pericoloso e irresponsabile dei social network da parte dei minori. Per questo come Diritti Civili plaudiamo e sosteniamo questa iniziativa del governo che andrebbe, a mio avviso, allargata, anche a tutti coloro (senza differenza di età) che utilizzano questi strumenti in modo, a volte, criminale, con l’adozione degli stessi provvedimenti e divieti , come quelli che sta per adottare il governo con gli under 15, per questi utenti da parte dei responsabili dei social media.
Va infine aggiunto che molti stati europei, come, tra gli altri, Francia, Spagna, Danimarca, Grecia, Slovenia e Cipro, cui si aggiunge adesso anche l’Italia, stanno discutendo approcci comuni per limitare l'accesso ai minori, spinti anche da preoccupazioni per la salute mentale e la dipendenza da algoritmi e per gli altri rischi prima ricordati".
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