
di GIANCARLO SPADANUDA
Domani 2 giugno ricorre la data di nascita del CIACIU.Un breve ricordo dell'artista a me caro,pubblicato dopo la sua scomparsa.
Ci voleva la morte del “CIACIU” (Saverio Rotundo, artista estemporaneo) per inondare la nostra città di Catanzaro di ipocrisia. Centinaia di post di condoglianze sono stati scritti sui cosiddetti “social” (social di cosa?); c’è chi è ben disposto a stracciarsi le vesti (come in un sacrificio pagano); chi ha ricordato il processo in Tribunale (dal quale uscì assolto: eravamo presenti pure noi, quella mattina). Decine e decine di persone comuni, associazioni laiche e religiose, ed altre hanno la smania di esprimere la propria opinione positiva sull’artista: esibizione? voglia di apparire comunque? (questa è l’era di apparire più che di essere).
Fatto sta che in vita, lo si vedeva-il Ciaciu- generalmente SEMPRE SOLO, seduto sulla sua sediolina in Piazza S. Giovanni a pensare cose artistiche: mai un qualcuno-se non raramente- che gli tenesse compagnia; come pure SEMPRE SOLO lo si vedeva girare per le vie della città trascinando oggetti-anche pesanti-utili alla lavorazione del ferro.
Quando fu nominato professore all’Accademia di Belle Arti della città, bene, apriti cielo!!! Ma come dicevano alcuni suoi “colleghi”: “non ha la laurea né altro titolo di studio ed insegna?”; il che è possibile purché il docente sia particolarmente esperto nella disciplina (ed il CIACIU lo era).
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