Strage di Amendolara, Occhiuto risponde a Corbelli

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  08 giugno 2026 16:35

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rende noto di aver ricevuto la risposta del Governatore calabrese, Roberto Occhiuto, che ringrazia, a cui aveva chiesto, con un appello venerdì scorso, di “farsi carico, con la Regione, delle spese per il rimpatrio delle salme, nei loro rispettivi paesi, dei quattro poveri, giovani immigrati, tre afghani e un pakistano, vittime, nei giorni scorsi, dell’orrore, di una fine atroce, ad Amendolara”. Corbelli aveva altresì chiesto al presidente Occhiuto di “compiere un ulteriore gesto di solidarietà nei confronti di queste quattro famiglie indigenti assegnando ad ognuna di loro un contributo pari ad un anno di lavoro di ciascuno di questi sfortunati immigrati, che erano venuti nel nostro Paese a lavorare onestamente e con grandi sacrifici proprio per aiutare e sostenere le loro povere famiglie”. Il governatore Occhiuto, rispondendo oggi ad un nuovo messaggio di Corbelli, gli ha scritto su wa, che “La Regione aveva già offerto la sua disponibilità dopo la tragedia di Cutro. 

Ma è il governo nazionale a doversi attivare perché ci sono adempimenti che riguardano i rapporti tra Paesi”. L’attivista dei diritti civili ha quindi precisato ad Occhiuto che, “apprezza per la sua sensibilità per le tematiche sociali e l’importante sostegno che sta dando per la realizzazione a Tarsia della grande opera umanitaria del Cimitero internazionale dei Migranti”, “In passato ho affrontato(anche con un contributo economico personale) altri casi di rimpatri di immigrati morti tragicamente e che erano stati lasciati e dimenticati per diverso tempo negli obitori di alcuni ospedali (queste storie di solidarietà sono tutte ricordate e documentate nel sito del Movimento Diritti Civili www.diritticivili.it) perché non c’era nessuno che si faceva carico delle spese per il ritorno delle salme nei loro Paesi. Conosco per questo bene il problema e le procedure e perciò ho fatto l’appello. Per evitare che si ripeta per questi 4 sfortunati immigrati(regolari) quello che è successo in passato per diversi altri poveri migranti di cui, ripeto, mi sono personalmente occupato per favorire il rimpatrio”. 

Intanto, informa ancora Corbelli, “ad oggi, i corpi dei 4 giovani braccianti , tutti identificati, non sono stati ancora rivendicati dai loro familiari. Le salme, dopo le autopsie, sono state trasferite dall'ospedale di Rossano all’obitorio del cimitero di Amendolara, dove dovrebbero svolgersi i funerali, tra una decina di giorni se nessun parente dei quattro braccianti avrà nel frattempo rivendicato quei corpi. Se questa rivendicazione non è ancora avvenuta è assai probabile che ciò sia dovuto alla mancata conoscenza della strage da parte dei familiari delle quattro vittime che vivono in Afghanistan e Pakistan. Per questo sarebbe opportuno che il governo italiano intervenisse presso le Ambasciate in Italia di questi due Paesi per facilitare questa comunicazione. Resta naturalmente l’impegno di Diritti Civili a seguire e a dare il proprio contributo per favorire il rimpatrio delle salme di questi 4 poveri immigrati nei loro Paesi”.

 


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