Tallini: "Stadio Ceravolo, servono chiarezza e certezze"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Tallini: "Stadio Ceravolo, servono chiarezza e certezze"
Mimmo Tallini

  31 ottobre 2026 08:34

di MIMMO TALLINI* 
Lo stadio “Ceravolo” non è un’opera qualsiasi. Sicuramente rete idrica e fognaria, strade, trasporti sono di vitale e primaria importanza e devono assolutamente avere la precedenza su tutto. Ma il “Ceravolo” fa parte della nostra storia e fa parte del nostro presente perché strettamente legato alle vicende sportive della nostra squadra di calcio che è un simbolo, un vessillo, una passione senza confini per migliaia di catanzaresi sparsi in tutto il mondo. Oltretutto, aspetto che non tutti ricordano, la squadra di calcio è anche un’impresa che muove economia, occupazione, indotto.
 
Fatta questa premessa, non posso nascondere le mie perplessità e le mie preoccupazioni  per quanto emerso ieri dal sopralluogo sul cantiere del “Ceravolo” e dalle informazioni che sono state fornite nella successiva conferenza stampa. Nessuna intenzione da parte mia di polemizzare con l’Amministrazione comunale. Sono stato per anni amministratore e conosco le insidie e i tranelli che si nascondono dietro i lavori pubblici. Faccio salva la buona fede di chi ha seguito questa delicata pratica, ma non possono fare a meno di sottolineare che probabilmente c’è stata qualche superficialità, qualche improvvisazione, un po' di supponenza nell’indicare date e scadenze che poi si sono rivelate errate, causando evidenti disagi ai tifosi e altrettanti evidenti danni alla società.
 
Nessuno si sogna di dire che il sindaco e il Comune sono responsabili dell’ultimo posto in classifica. Di questo devono rispondere la società, il direttore sportivo, l’allenatore esonerato e anche i giocatori perché poi sono loro che vanno in campo. Però come negare che le tre trasferte consecutive in avvio hanno impresso un marchio negativo sulla stagione? La decisione della società è stata dettata dal cronoprogramma stilato dal Comune e si è rivelata non solo dannosa, ma anche inutile, visto che le scadenze non sono state rispettate. E poi da non trascurare il fatto che la squadra è stata costretta, e lo sarà ancora per molto, a fare a meno del “dodicesimo uomo in campo”, quanto meno sotto l’aspetto numerico. Gli ultras, per la verità, non hanno mai fatto mancare il loro sostegno, anche in queste condizioni. Semmai, i veri danni creati sono stati economici , visto che il dg Bignotti ha parlato di minori incassi per un milione di euro, e di immagine perché le riprese televisive che fanno il giro del mondo hanno fatto vedere uno stadio da terzo mondo e desolatamente vuoto. Ora, davanti a questo scenario e senza volere drammatizzare o fare processi sommari, non nascondo la mia preoccupazione per l’indeterminatezza degli impegni assunti dal sindaco e dall’assessore ai lavori pubblici. Si è passati da un eccesso all’altro. Prima scadenze rigorose, tutte disattese, ora un generico “non facciamo programmi e monitoriamo la situazione”. Tutto fa pensare, visto che c’è un contenzioso tra Comune e ditta che deve realizzare la curva, che ci vorranno molti mesi prima di vedere il “Ceravolo” in una veste normale. Non ricerco responsabilità, perché non è il mio compito e semmai spetterebbe ai consiglieri comunali indagare sui motivi dei ritardi,  ma posso, da semplice cittadino e tifoso, invocare chiarezza e certezze, elementi che ieri sono venuti purtroppo a mancare.
 
Al sindaco Fiorita chiedo di prendere in mano la situazione, di risolvere in tempi rapidissimi il braccio di ferro con la ditta, di monitorare in maniera ossessiva i cantieri e fornire al più presto alla società e ai tifosi scadenze certe sulla conclusione dei lavori.
 
* già presidente del Consiglio Regionale della Calabria 

Scegli La Nuova Calabria come fonte preferita su Google

Vedrai più spesso le nostre notizie tra le Notizie principali della ricerca Google. Spunta la casella accanto a lanuovacalabria.it e aggiorna la pagina.

Aggiungi su Google