
di DOMENICO LANCIANO
Nel mondo milioni e milioni sono stati coloro i quali hanno visto “Roma città aperta” il celebre film di Roberto Rossellini con la scena-madre in cui Sora Pina (interpretata così tanto drammaticamente da Anna Magnani) viene uccisa da un soldato tedesco durante l’occupazione della Capitale nel 1944. Purtroppo nessuno sa (tanto meno la quasi totalità dei calabresi) che tale scena è stata ispirata dal martirio di Teresa Talotta in Gullace (nata a Cittanova RC l’08 settembre 1906 e deceduta in Roma il 03 marzo 1944). All’epoca dei tragici fatti, Teresa aveva appena quasi 38 anni e già 5 figli ed era in attesa del 6°. Con la famiglia era emigrata dalla Calabria a Roma dove il marito Girolamo, operaio edile, aveva trovato lavoro.
Durante l’occupazione di Roma da parte dell’esercito tedesco, Girolamo è stato arrestato, come tanti altri, per essere deportato in Germania come forza lavoro. Mentre cercava di parlare con il marito prigioniero, è stata uccisa da un militare della Wehrmacht senza alcun vero motivo. Tale delitto ha suscitato ovunque una grande emozione e Teresa è diventata immediatamente un simbolo, specialmente delle martiri naziste e della guerra fascista. L’UDI (Unione Donne Italiane), costola del Partito Comunista Italiano, ne fece un’eroe celebrata poi in tanti modi, pure con la intitolazione di strade, di scuole e di altre situazioni sociali sia nella Capitale che in varie parti d’Italia.
Durante la ricorrenza della Festa della Donna di questo 8 marzo 2026, la figura di Teresa Gullace è stata riproposta assai intensamente da taluni “Social” per il suo martirio posto a fondamento della nascita della Repubblica Italiana, assieme ad altre donne della Resistenza o martiri nazi-fasciste. In particolare, qualcuno ha ricordato che il corpo di Teresa appena uccisa è stato ricoperto da rami di mimosa già ricchi di fiori poiché l’assassinio è avvenuto il 3 marzo. Da questo omaggio spontaneo, alcuni pensano che la mimosa è assurta a simbolo del giorno dedicato alle Donne. E’ infatti probabile che nel 1946 l’UDI e le Parlamentari della Costituente abbiano scelto tale fiore pure per il clamore, ancora molto presente, del martirio di Teresa Gullace e di tante altre donne. Medaglia d’oro al merito civile, Teresa è stata evidenziata in alcuni francobolli da Poste Italiane nel 1988 e nel 1995. Nel suo paese natìo, Cittanova, le è stata dedicata una strada e una Scuola materna.
L’Università delle Generazioni di Badolato Marina (paese dove esiste dal 2008 un monumento dedicato alle Donne, opera dello scultore Gianni Verdiglione) sollecita soprattutto le Scuole calabresi (ma anche tutte le associazioni socio-culturali) a insegnare, specialmente alle nuove generazioni, quali e quante sono le donne e gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno onorato la Calabria, l’Italia e l’Universo-Mondo. Tale conoscenza può essere utile non soltanto come dovuta come identità perché si appartiene ad un popolo e ad un territorio, ma anche per aumentare l’orgoglio delle origini e generare il desiderio di significare qualcosa di bello e di importante. Infatti, secondo la scrittrice statunintense Gertrude Slaughter (1870-1963) c’è sempre la Calabria al fondo di tanti simboli e progressi storici e sociali. E il filosofo Salvatore Mongiardo di Soverato esorta tutti, in particolare i calabresi, a scavare negli immensi giacimenti storico-culturali della Calabria Prima Italia poiché riservano sempre delle belle e grandi sorprese d cui andare fieri. Stessa esortazione vale specialmente per la Regione Calabria e le altre Istituzioni.
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