Il terzo scioglimento per mafia è arrivato la settimana scorsa: "Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, in considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell'azione amministrativa - è scritto nel comunicato di Palazzo Chigi - ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di San Luca e l'affidamento per la durata di diciotto mesi della gestione dell'ente ad una Commissione straordinaria".
Il Comune aspromontano del Reggino, noto per essere stato al centro di numerosi fatti di 'ndrangheta, compresa la famigerata strage di Duisburg, era già commissariato dopo che alle elezioni del giugno dello scorso anno non si era presentato alcun candidato a sindaco. I cittadini, quindi, sarebbero stati chiamati a scegliere il nuovo sindaco e i consiglieri comunali nel turno elettorale fissato per il 25 e 26 maggio prossimi. A circa un mese dalla data di presentazione delle liste, però, è arrivato il nuovo scioglimento degli organi amministrativi (di fatto assenti, visto che mancavano dall'anno precedente) per presunte infiltrazioni mafiose nelle attività del Municipio.
Bruno Bartolo, infermiere in pensione, sindaco di San Luca dal 2019 al 2024, l'anno scorso incontrò i cittadini per comunicare la sua rinuncia a ricandidarsi. "Lascio a malincuore ma non ho più la forza - aveva detto - sono stati cinque anni tremendi per me. Cinque anni pesanti in tutti i sensi. Certe istituzioni non mi hanno dato l'aiuto che dovevo avere. Certe criticità vanno aiutate non massacrate. In questi anni mi sono sentito molto solo, abbandonato. Non da tutti. Ho sperato fino all'ultimo che qualche giovane raccogliesse il testimone, ma nessuno se l'è sentita. Mi aspettavo che un gruppo di giovani si unisse per fare una nuova amministrazione. A San Luca ci sono più di 200 laureati, avvocati, ingegneri, medici, c’è di tutto. Ma non si fanno avanti, c'è contrarietà a impegnarsi nel comune. C'è rassegnazione. Facciamo un passo avanti e cinquanta indietro - aveva detto ancora Bartolo - serve investire di più sulla scuola. San Luca ha bisogno di una scuola forte, che istruisca ed educhi i bambini, coinvolgendo le famiglie. Non è detto che tra sei mesi o un anno non cambiamo idea, ma con l'impegno preciso da parte delle istituzioni che devono esserci più vicine. E se davvero dei giovani si faranno avanti".
Qualche settimana dopo le mancate elezioni comunali del 2014, si insediò la Commissione d'accesso antimafia, disposta dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, su proposta del prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro. A conclusione dell'attività di controllo la commissione presentò una relazione con la proposta di scioglimento del Comune per presunti condizionamenti da parte della criminalità organizzata. Proposta che il Consiglio dei ministri nei giorni scorsi ha accolto.
E così, a San Luca, tra uno scioglimento e l'altro, si continuerà a votare ogni tanto. Il prossimo appuntamento elettorale potrebbe arrivare nell'autunno del 2026, oppure nella primavera del 2027. Intanto, come se non bastasse, la prefettura di Reggio Calabria nelle scorse settimane ha sciolto il consiglio di amministrazione della "Fondazione Corrado Alvaro", nominando commissario l'ex presidente della Corte d'appello del capoluogo reggino Luciano Gerardis.
Le polemiche, le analisi e gli appelli non mancano. Tutto questo, però, evidentemente non basta. E l'impossibilità di svolgere le elezioni amministrative continua a rappresentare, anno dopo anno, una sconfitta per la democrazia. "I calabresi vogliono essere parlati", diceva lo scrittore e giornalista Corrado Alvaro, nato proprio a San Luca. Forse, si potrebbe cominciare da qui.
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